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Appalti e strade, la ditta sotto inchiesta vince il ricorso. La sentenza pur riconoscendo la validità delle clausole sociali dà ragione all’impresa
di MARCO PREVE

Una clausola sociale, quella del riassorbimento dei lavoratori in esubero, non è un valido e sufficiente motivo per escludere un’impresa da una gara d’appalto. L’importante sentenza, destinata sicuramente a far discutere, arriva dal Tar di Genova e riguarda una complessa vicenda che vede al centro Iren (ex Iride), la multiutilty che vende acqua, gas, energia, controllata da enti pubblici tra cui il Comune di Genova.

A gennaio Repubblica aveva dato notizia di un’indagine della procura e della finanza nata da una denuncia della Cgil e riguardante tutta una serie di presunte violazioni – contratti, lavoro nero, contributi, fisco, mancato rispetto di accordi sindacali – commesse dalle imprese appaltatrici di Iren.
Per quanto concerne la decisione dei giudici amministrativi, deriva da un ricorso che era stato presentato da Betoncat spa, società di Catania che ha appalti in tutta Italia nei lavori stradali.

In seguito alle proteste del sindacato Fillea Cgil, quando si era trattato di appaltare il terzo, dei tre lotti di lavori (sette milioni di euro per scavi, manutenzione della rete del gas e ripristino dell’asfalto) i vertici della Iren avevano deciso di escludere dalla cosiddetta “procedura negoziata” la Betoncat.

Per due ragioni ritenute vincolanti dalla stazione appaltante: “Il possesso di una struttura tecnico-operativa composta attualmente e in media nel triennio 2007-2008-2009 da almeno 80 addetti con contratto a tempo indeterminato; l’impegno all’assunzione del personale in esubero da altre imprese già operanti nell’ambito della provincia di Genova per il Gruppo Iride”. Quest’ultimo aspetto riguardava all’inizio 48 e poi una ventina di operai in precedenza dipendenti delle aziende che storicamente lavoravano in appalto per Amga, poi Iride e Iren e per i quali i sindacati avevano chiesto e ottenuto garanzie.
Attraverso gli avvocati Massimiliano Lombardo e Paola Razzano, Betoncat ha presentato ricorso e il Tar ha dato ragione alle tesi dei legali.

I giudici hanno intanto sottolineato come l’avviso di gara non prevedesse alcuna sanzione per “l’omessa dichiarazione dei requisiti”. Entrando nel merito degli stessi, il Tar sentenzia che sia per quanto riguarda la consistenza strutturale della forza lavoro dell’impresa (che era già stata dimostrata “in precedenti appalti di importo maggiore”), sia per “l’impegno futuro ad assumere dipendenti delle imprese precedentemente addette al settore”, si tratta di “clausole esorbitanti rispetto all’economia della contrattazione pubblica” e quindi sono “complessivamente considerate illegittime”.

I giudici riconoscono che i due requisiti “tutelano interessi sociali che rivestono senz’altro rilievo pubblicistico”, ma poi spiegano che si tratta di argomenti che non possono interferire con gli aspetti riguardanti l’appalto in questione, e che, semmai, il caso va affrontato su altri fronti, come ad esempio il tribunale del lavoro.
Nel loro esposto i sindacalisti della Cgil avevano contestato le procedure seguite sia da Betoncat che dall’altro gruppo che si era aggiudicato l’appalto, il consorzio Leg, in cui compare il colosso Demont di Savona.
“Quello che diciamo e abbiamo spiegato a Iren – spiegava a gennaio Silvano Chiantia segretario di Fillea – è che con questa politica dei ribassi, dei tagli dei costi e di imprese come Betoncat che arrivano da fuori e si affidano a trasfertisti, a risentirne è la qualità del lavoro”.

Piero Furnò amministratore di Betoncat aveva replicato duramente: “Denuncerò i sindacalisti per quello che hanno detto. Siamo una delle principali imprese italiane del settore e penso che la loro sia una vendetta perché non abbiamo preso una parte di lavoratori che nessuna impresa privata avrebbe assunto. La legge prevede che si possa assumere e noi lo abbiamo fatto”.

Spostandoci al fronte penale da quello amministrativo, intanto, proseguono con vari tipi di accertamenti tecnici le indagini della Guardia di Finanza coordinate dal pm Francesco Pinto.

(08 aprile 2011)

http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/04/08/news/cantieri_il_tar_cancella_obbligo_di_riassumere_operai-14653429/

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