ACQUA PUBBLICA GENOVA

Bollette salate, anzi salatissime quelle inviate da Umbra Acque ai cittadini dell’Alto Tevere che hanno un pozzo privato. Il pagamento richiesto è relativo al conguaglio 2007-2011 per lo scarico d’acqua in fognatura derivata proprio da pozzi privati. L’incremento riguarda circa 5 mila utenti nei 38 comuni serviti da Umbra Acque in tutta l’area della provincia di Perugia, e la maggior parte di questi risiede nell’Alta Valle del Tevere. Centinaia i cittadini, che vedono addebitarsi in bolletta somme davvero ingenti e soprattutto in modo del tutto inaspettato, arrabbiati con l’azienda. Sul piede di guerra anche i sindaci dell’Alto Tevere che chiedono chiarimenti mentre l’azienda apre alla possibilità del pagamento rateizzato.

Secondi: non siamo stati informati «Le bollette di Umbra Acque – spiega l’assessore tifernate alle politiche ambientali, Luca Secondi – sono una novità per l’amministrazione comunale che in nessuna sede istituzionale è stata informata di questa iniziativa, probabilmente legittima ma quanto meno improvvida nel momento in cui le misure del Governo stanno inasprendo la pressione fiscale. Pur essendo estranei alla decisione, ci siamo attivati con il gestore per ottenere forme agevolate di contribuzione e così contenere il disagio dei cittadini davanti alle cifre di conguagli, spesso molto corposi, abbracciando diverse annualità».

Falaschi: è vessatorio Sulla stessa linea il primo cittadino di Citerna, uno dei comuni più tartassati, Giuliana Falaschi: «E’ un provvedimento vessatorio e fuori tempo. La scelta assunta dal consiglio di amministrazione di Umbra Acque di far pagare ai cittadini delle bollette salatissime – spiega -, che si vanno a sommare ai risultati della manovra del Governo, i cui effetti stanno ricadendo pesantemente sulle tasche degli italiani non è condivisibile, è inopportuna e non ponderata. La cosa appare sorprendente perché i sindaci non sono stati informati di una scelta la cui rilevanza avrebbe richiesto una ponderazione maggiore».

Giulietti chiede un incontro A muoversì è anche il sindaco di Umbertide nonché presidente dell’Ati1, Giampiero Giulietti, che ha chiesto formalmente un incontro al presidente dell’Ati2, Wladimiro Boccali, al presidente di Umbra Acque, Enrico Menichetti, e all’amministratore delegato della società, Alessandro Carfì. «L’iniziativa, sollecitata anche da alcuni sindaci dell’Alta Umbria – spiega Giulietti – fa riferimento, in particolare, all’esigenza di fare chiarezza sulla recente richiesta di pagamento di un conguaglio, che è stata avanzata da parte della società gestrice agli utenti che dispongono di pozzi privati».

Menichetti: si può rateizzare La posizione di Umbra Acque è affidata ad una nota del presidente, Enrico Menichetti, che sostiene come l’importo «si riferisce al pagamento per il periodo 2007-2011 della cosiddetta “quota fissa”, che il gestore ha l’obbligo di applicare – a norma di legge e di regolamento del servizio idrico – nei confronti di tutte le utenze, in aggiunta a quanto già dovuto per i canoni di fognatura e depurazione. In considerazione della rilevanza di alcuni importi fatturati, Umbra Acque, che ha già previsto la possibilità di pagare in due rate, dà la sua più ampia disponibilità a concordare un ulteriore piano di rateizzazione con gli utenti che ne facciano richiesta». Insomma, in sostanza, sembra proprio che ai cittadini non resti altro da fare se non mettere mano al portafoglio e pagare.

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