ACQUA PUBBLICA GENOVA
Diego Carmignani
ACQUA. La Cgia di Mestre ha misurato l’andamento dei costi negli ultimi dieci anni. Solo la telefonia non ha subito un’impennata. E la qualità delle prestazioni non è minimamente migliorata.
L’acqua pubblica è sempre più costosa. E insieme ad essa, tutti i servizi di vitale importanza. è questo il risultato emerso dell’analisi effettuata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, incentrato sull’andamento delle tariffe dei servizi pubblici tra il 2000 e il 2010. Periodo in cui, i costi di tutti i servizi, ad esclusione della telefonia, sono aumentati più dell’inflazione. Scendendo nel dettaglio, si può osservare come, a fronte di una variazione dei prezzi del +23,9 per cento, l’aumento dei costi è stato ben più vistoso.
Creando una graduatoria dei rincari, risulta in testa la tariffa dell’acqua potabile che è cresciuta addirittura del 55,3 per cento, quella della raccolta rifiuti del 54, quella dei trasporti ferroviari del 43,9%. Appena fuori dal podio di questa speciale lista nera, troviamo i pedaggi autostradali (+38,5), le tariffe dei taxi (35,4), quelle del gas (33,2) e i trasporti urbani (31,4). Nella parte bassa della classifica, invece, si piazzano i servizi postali (+29,3%), l’energia elettrica (+24,3) e i servizi di telefonia (-11,7). Quest’ultima, è dunque l’unica voce tariffaria del “paniere” preso in esame ad aver subito una contrazione nel decennio appena trascorso.
Andando ad analizzare nel dettaglio i periodi di riferimento, la Cgia ha suddiviso il decennio in due fasce: 2000-2008 (arco temporale pre-crisi) e quello 2008-2010 (arco temporale di crisi economica). Nel primo, con una una crescita dell’inflazione del +21,1 per cento, gli aumenti più consistenti sono avvenuti sulla raccolta rifiuti, tariffe del gas e energia elettrica; nel secondo triennio, invece, in cui l’’inflazione è cresciuta solo del +2,3 per cento, l’impennata più decisa è stata registrata per trasporti ferroviari, acqua potabile e servizi postali. Dal segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi la denuncia: «A fronte degli aumenti di acqua e rifiuti, non è seguito un corrispondente aumento della qualità del servizio offerto ai cittadini. Anzi, in molte parti del Paese è addirittura peggiorato. Il ritocco all’insù delle tariffe è servito agli Enti locali per far cassa, compensando, solo in parte, il taglio dei trasferimenti imposti dallo Stato centrale».

Diego CarmignaniACQUA. La Cgia di Mestre ha misurato l’andamento dei costi negli ultimi dieci anni. Solo la telefonia non ha subito un’impennata. E la qualità delle prestazioni non è minimamente migliorata.L’acqua pubblica è sempre più costosa. E insieme ad essa, tutti i servizi di vitale importanza. è questo il risultato emerso dell’analisi effettuata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, incentrato sull’andamento delle tariffe dei servizi pubblici tra il 2000 e il 2010. Periodo in cui, i costi di tutti i servizi, ad esclusione della telefonia, sono aumentati più dell’inflazione. Scendendo nel dettaglio, si può osservare come, a fronte di una variazione dei prezzi del +23,9 per cento, l’aumento dei costi è stato ben più vistoso. Creando una graduatoria dei rincari, risulta in testa la tariffa dell’acqua potabile che è cresciuta addirittura del 55,3 per cento, quella della raccolta rifiuti del 54, quella dei trasporti ferroviari del 43,9%. Appena fuori dal podio di questa speciale lista nera, troviamo i pedaggi autostradali (+38,5), le tariffe dei taxi (35,4), quelle del gas (33,2) e i trasporti urbani (31,4). Nella parte bassa della classifica, invece, si piazzano i servizi postali (+29,3%), l’energia elettrica (+24,3) e i servizi di telefonia (-11,7). Quest’ultima, è dunque l’unica voce tariffaria del “paniere” preso in esame ad aver subito una contrazione nel decennio appena trascorso. Andando ad analizzare nel dettaglio i periodi di riferimento, la Cgia ha suddiviso il decennio in due fasce: 2000-2008 (arco temporale pre-crisi) e quello 2008-2010 (arco temporale di crisi economica). Nel primo, con una una crescita dell’inflazione del +21,1 per cento, gli aumenti più consistenti sono avvenuti sulla raccolta rifiuti, tariffe del gas e energia elettrica; nel secondo triennio, invece, in cui l’’inflazione è cresciuta solo del +2,3 per cento, l’impennata più decisa è stata registrata per trasporti ferroviari, acqua potabile e servizi postali. Dal segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi la denuncia: «A fronte degli aumenti di acqua e rifiuti, non è seguito un corrispondente aumento della qualità del servizio offerto ai cittadini. Anzi, in molte parti del Paese è addirittura peggiorato. Il ritocco all’insù delle tariffe è servito agli Enti locali per far cassa, compensando, solo in parte, il taglio dei trasferimenti imposti dallo Stato centrale».

il link è il seguente:

http://www.terranews.it/news/2011/01/tariffe-piu-su-dell%E2%80%99inflazione-testa-il-servizio-idrico

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