ACQUA PUBBLICA GENOVA

Ieri 21 marzo è apparso sul “Secolo XIX” un ampio articolo sul servizio idrico nella provincia di Genova, a firma Grillo e Sculli.

Acqua Tursi non paga e la bolletta si impenna Secolo 21.3

Mentre ringraziamo gli autori per la dovizia di informazioni, che l’articolo fornisce alla cittadinanza, ci corre però anche l’obbligo di segnalare alcune inesattezze in cui è incorso.

Prima di tutto non è vero che Mediterranea delle Acque abbia chiuso in perdita il 2010, la cifra riportata dagli autori (cifra che con ogni evidenza hanno trovato alla 2a riga del bilancio 2010) ha tutt’altro significato. In realtà Mediterranea delle Acque ha avuto nel 2010 un utile netto di 11.744.043, come si legge alla settima riga dello stesso documento.

Ci pare opportuno precisare che il dato secondo cui il 14% delle azioni di Iren SpA è del Comune di Genova fa riferimento alle privilegiate, che partecipano ai dividendi, mentre delle azioni con diritto di voto Genova (come Torino) sfiora il 18%.

E’ altresì del tutto sbagliato il prezzo medio del mq d’acqua (1,08€). E’ invece di euro 1,83 (2011). Tutta la tabella dei prezzi dell’acqua per fasce, compresa la quota fissa, è vecchia di qualche anno. Invece di andare a vedere www.acqualab.it che riporta dati vecchi, si dovrebbe vedere www.ato.genova.it, dove si trovano le tariffe 2011.

Infine il titolo meriterebbe un approfondimento, i lettori hanno diritto di sapere esattamente come stanno le cose. La tariffa del servizio idrico, e quindi in definitiva quanto i genovesi pagano per l’acqua (ma anche per il servizio di fognature e depurazione), non viene fissata dal gestore del servizio, in questo caso Mediterranea delle Acque, ma dall’autorità pubblica che è titolare del servizio stesso, ossia l’assemblea di tutti i sindaci della provincia di Genova, che insieme costituiscono l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale. L’AATO fissa la tariffa ogni anno, sulla base di precise disposizioni di legge. I crediti che il gestore vanta non possono aumentare la tariffa, a meno che il credito non sia divenuto definitivamente inesigibile e quindi non si sia trasformato in un costo. Le “perdite su crediti” vanno effettivamente a finire nella tariffa. Dobbiamo pensare che il Comune di Genova sia fallito e non paghi più i creditori? Attendiamo una smentita dal Comune.

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