ACQUA PUBBLICA GENOVA

Riprendiamo un

COMUNICATO DEL COMITATO AMBIENTE AMIATA DI ABBADIA SAN SALVATORE E DI PROSPETTIVA COMUNE PIANCASTAGNAIO

Tre membri del Comitato per la Tutela dell’Ambiente dell’ Amiata di Abbadia San Salvatore (Siena) e un membro della lista di cittadinanza Prospettiva Comune di Piancastagnaio (Siena) sono stati convocati nei giorni scorsi dai Carabinieri. Sono stati identificati, è loro stato notificato un avviso di indagini penali pendenti a loro carico e sono stati invitati a nominarsi un avvocato difensore.

Tra i quattro “delinquenti in pectore” ci sono Mariella Baccheschi, Nadia Ranieri e Alessandra Giglioni. Persone che, in tutto l’arco ormai protratto della vita, non hanno mai subito condanne, non sono mai state sottoposte a processi  penali, e non hanno mai messo piede in una stazione dei Carabinieri se non per pratiche di ordinaria amministrazione.

Quale crimine avrebbero ora commesso? Il delitto sarebbe quello di diffamazione, in danno dell’Assessore all’ Ambiente e Energia  presso la Giunta Regionale Toscana, Sig.ra Anna Rita Bramerini. La stessa ha ritenuto opportuno presentare una querela consistente, a suo dire, nell’avere scritto e diffuso e.mail contenenti giudizi politici critici circa il progetto di riassetto dell’area geotermica di Piancastagnaio (Amiata), presentato da Enel.

Invece di aprire un civile dibattito con la popolazione su un intervento industriale di così prepotente impatto ambientale, tale da mutare il volto del nostro territorio, con drammatica incidenza sui bacini idrici e sui livelli di inquinamento – e quindi, sulla salute e sui modelli di vita della gente – l’Assessore deputato proprio alla tutela dell’ambiente sceglie la via della minaccia penale e, se si vuole, dello scontro con quegli avversari politici che mettono i bastoni tra le ruote a ciò che ritengono vergognoso sfruttamento del loro territorio.

Evidentemente il confronto politico è ormai relegato alle aule di Tribunale e la cosa si commenta da sé.

Niente di male. I querelati (e noi con loro) avranno occasione di far valere le proprie buone ragioni e, con esse, le ragioni del popolo dell’Amiata avanti le competenti sedi giudiziarie.

 

Comitato per la Tutela dell’Ambiente dell’ Amiata di Abbadia San Salvatore

Prospettiva Comune di Piancastagnaio

Ecco il testo che ha scatenato le ire dell’Assessore:

Fumata Nera

Ieri è stata fumata nera  nell’incontro Enel/Regione Toscana per la procedura di VIA al riassetto dell’area geotermica di Piancastagnaio in Amiata.

L’ass all’ambiente Annarita Bramerini ha cercato senza successo di portare a casa un accordo (e relativi quattrini) ma deve fare i conti con una serie di opposizioni.

Prima di tutto  quelle di Enel, che non ci pensa proprio ad investire parte degli enormi profitti derivanti dallo sfruttamento geotermico, in tecnologie più avanzate, come pure obbligherebbe la Comunità Europea. Si raddoppia : business as  usual.  Con impianti obsoleti ed inquinanti  a fronte di concessioni fino al  2024. Eppure anche il suo competitor in Amiata, Sorgenia Geothermal, propone Centrali a ciclo binario. Ma peggio ancora, Enel continua a mistificare e negare la verità dell’infausta interazione tra bacino idrico più superficiale e quello geotermico sottostante.

Nega  le sue responsabilità non solo nell’abbassamento della falda acquifera (la riserva si è abbassata di 200 m, cioè qualche centinaia di miliardi di litri, corrispondenti al consumo di acqua  da bere di tutta la popolazione mondiale per più di un mese), ma nega anche le sue colpe nel progressivo aumento dell’inquinamento dell’acqua da arsenico e boro.

In Regione si sta giocando una partita con carte truccate, sulla pelle del popolo dell’Amiata. In queste ore l’ass. Bramerini cerca di strappare ai responsabili dei vari dipartimenti coinvolti nella VIA, pareri positivi che le permettano di chiudere il quadro. Ha fretta. Ne va della sua credibilità, delle tante rassicurazioni seminate in anni di  duro lavoro e tanti soldi spesi, alla gang geotermica. Ma  nella tecnostruttura regionale che pure dipende dalla politica per la propria carriera, ci sono dirigenti che ancora si proclamano “servitori dell’interesse pubblico” e non dei partiti. Che esercitano dignitosamente la professione di controllori dei beni  pubblici, comuni, contro le Brame(rini)  di una politica compromessa e degenerata. Questi dirigenti, funzionari, sono cauti e resistono ad indebite pressioni  anche perché hanno in mente le condanne della magistratura per i danni della TAV del Mugello o per l’inquinamento del Merse.

Sono entrati nel merito delle numerose osservazioni alle VIE avanzate da cittadini, liste civiche e comitati dell’Amiata e degli esposti legali recapitati a Bruxelles.

Sanno cos’è il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. Certamente anche Enel e la Bramerini sono al corrente di tutto da un bel po’ di tempo. Ma non hanno dubbi, ripensamenti come suggerivano le toccanti lettere di Francuccio Gesualdi e di don Marco Belleri.

“BASTA con la geotermia in Amiata, territorio vocato al turismo e alla valorizzazione ecc.ecc.” recitava la Bramerini quando era assessore alla provincia di Grosseto.  Ma si sa, per fare carriera i politici  non devono avere memoria. Soprattutto quella delle lotte contro l’ingiustizia  dei molti che sull’Amiata  si battono per decidere del proprio futuro e della propria vita.

Ed è così che la Bramerini, giunta in Regione, ha condiviso il sogno di Martini prima e di Rossi oggi di fare dell’Amiata “IL NOSTRO PICCOLO KUWAIT”. Ed è da quando conosciamo i vostri piani che ci stiamo preparando a resistere.

Ma quando i sogni di pochi si scontrano con i sogni di molti, è facile che diventino INCUBI.

 

Comitato Ambiente Amiata/ settembre 15 2010

Il Comitato Genovese esprime completa solidarietà.

 

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