ACQUA PUBBLICA GENOVA

 COMUNICATO

SULLE DICHIARAZIONI DEL VICEPRESIDENTE DI FEDERUTILITY

 Nell’inserto di 6 pagine del Secolo XIX di oggi sul Festival dell’Acqua il Vicepresidente di Federutility, l’associazione che organizza il Festival insieme con Iren (con il patrocinio e il supporto logistico del Comune di Genova), intervistato da Andrea Plebe esprime il suo parere sui referendum che hanno riguardato l’acqua.

Secondo D’Ascenzi il referendum è stato soprattutto uno scontro ideologico, e non si è messo a fuoco il vero problema, quello degli investimenti.

Al Vicepresidente di Federutility ricordiamo che dei due quesiti, uno, il secondo, riguardava proprio il finanziamento del Servizio idrico.

I 60 miliardi di cui parla D’Ascenzo rappresentano il fabbisogno per i prossimi 30 anni. Due miliardi all’anno, esattamente il livello a cui erano gli investimenti effettuati dalle municipalizzate prima dell’inizio delle privatizzazioni.

Da quando sono iniziate le privatizzazioni dell’acqua gli investimenti sono crollati, le bollette sono aumentate, le perdite non sono diminuite, sono invece aumentate le spese pagare i dirigenti, per consulenze, autopromozioni delle aziende (come lo stesso Festival dell’acqua, che costa centinaia di migliaia di euro). E sono aumentati i profitti intascati dai privati. Questa non è ideologia, sono fatti documentati.

Il 7% di remunerazione del capitale investito (abrogato dal referendum) esiste dal 1996. Il servizio idrico a Genova è dal 1995 in mano a una S. p. A., dal 1996 quotata in borsa. Dal 2006 è Iride S. p. A., dal 1° luglio 2010 Iren S. p. A., un gruppo che ha un fatturato di oltre 3,5 miliardi di euro.

Come mai dopo 16 anni di privatizzazioni e 15 anni di remunerazione degli investimenti per legge questi famosi “ investimenti” sono ancora tutti da fare? Come mai le perdite non sono diminuite? Nel frattempo però le bollette sono raddoppiate.

Quello che Federutility (con l’appoggio del governo) vorrebbe, è aggirare i risultati del referendum. Reintrodurre, magari sotto altro nome, la remunerazione del capitale investito, che incide sulle bollette per oltre il 20%. Certo l’acqua è una bella mucca da mungere, o meglio lo è stata.

Ma la Corte Costituzionale, nella sentenza di ammissibilità del quesito (sentenza 26/2011), è stata molto chiara : “[con il secondo quesito] si persegue, chiaramente, la finalità di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua.”

E’ il quesito dei quattro che ha preso più voti di tutti..

D’Ascenzi si metta il cuore in pace.

Vigileremo perché la volontà degli italiani sia rispettata.

 

Genova, 01/09/2011

1 Comment for this entry

  • giacomo revelli scrive:

    Ciao,
    ho letto che state organizzando degli eventi per controbattera al Festival di Iren (la borsa non è acqua!)

    Sono l’autore di un romanzo “Dell’approvvigionamento idrico della città di Genova” uscito nel 2009 per Frilli Editori.
    Il romanzo tratta del rapporto che Genova ha avuto nel tempo con l’acqua, la storia dei suoi acquedotti e l’importanza di questa risorsa, nonchè gli ultimi movimenti societari di Amga-Iride-Iren.
    Senza alcuna intenzione di farmi pubblicità (non guadagno nulla dal libro e ho anche avuto gravi contrasti con l’editore, però credo molto in quello che ho scritto), mi metto a disposizione, se volete, per incontri e presentazioni.
    Qualora vi interessasse parlarne, mi trovate allo 3496704945

    a presto
    giacomo revelli

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