ACQUA PUBBLICA GENOVA
REPORT RIUNIONE
COMITATO REFERENDARIO 2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNE
Roma, 14 gennaio 2011
Presenti: Ass. Ya Basta, Attac Italia, Forum Ambientalista, Laboratorio Politico Alternativa, Progetto Uniti e Diversi, Fp Cgil, Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua, Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, Action Roma, Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, Segreteria Campagna Referendaria Acqua Bene Comune, Amici di Beppe Grillo, SEL, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Legambiente Nazionale, Transform! Italia, ACLI, ARCI, USB, Rete@sinistra, A Sud, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Ass. Michele Mancino, Comitato Acqua Pubblica Molise, Sinistra Critica.
La riunione è iniziata con l’analisi della decisione della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei quesiti referendari.
La Corte ha dichiarato ammissibili due dei nostri quesiti e ne ha cassato un terzo, oltre a quello proposto dall’IDV.
Tutti hanno condiviso un giudizio sostanzialmente positivo dell’esito, perché, pur tenendo conto del fatto che la bocciatura del secondo quesito priva della possibilità di pronunciarsi direttamente per l’abrogazione delle forme societarie basate sulle SpA, non muta la sostanza politica della campagna referendaria, sintetizzabile nello slogan “Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua”, con un quesito che abroga totalmente il cosiddetto decreto Ronchi da una parte ed un quesito che, abrogando dalla tariffa la remunerazione del capitale investito, consente dall’altra un voto che si pronunci per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Si è condivisa la necessità che i contenuti del quesito bocciato vengano culturalmente recuperati nella realizzazione della campagna, che a tutti gli effetti dovrà essere una campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Si è inoltre accennata una discussione intorno al fatto che il primo quesito, abrogando l’intero decreto Ronchi, incide non solo sul servizio idrico, ma anche sull’insieme dei servizi pubblici locali, con particolare rilievo sui servizi ambientali e sul trasporto pubblico locale. L’idea condivisa è quella di mantenere un’impostazione della campagna referendaria focalizzata come campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua, in quanto elemento costitutivo del nostro percorso, considerando l’estensione del blocco della messa sul mercato degli altri servizi pubblici locali, come valore secondario e positivo per coinvolgere fasce sociali e mondo del lavoro dentro il percorso referendario.
E’ stato sottolineato come, a fronte dei poteri forti schierati contro i referendum, abbia pesato, nella scelta della Corte Costituzionale, il dato numerico delle firme raccolte e la grande campagna di sensibilizzazione messa in atto, permettendo così di raggiungere già un primo significativo risultato: su un bene che a tutte e tutti appartiene, per la prima volta sarà l’intero popolo italiano a potersi pronunciare.
Moltissimi interventi hanno sottolineato la necessità che a tutte e tutti diventi chiara la svolta impressa con il positivo risultato ottenuto dalla Corte Costituzionale: adesso i referendum sono una realtà ed è bene che tutti, dalla più grande rete e organizzazione nazionale al più piccolo comitato territoriale, siano consapevoli del fatto che da ora la campagna referendaria è a tutti gli effetti avviata e necessita delle massime energie possibili da parte di ciascuno.
In questo senso, una prima decisione presa è quella di avviare una serie di incontri con valenza interna ed esterna. Sul lato interno, al fine di riprodurre ed estendere il coinvolgimento diretto di tutti gli aderenti al Comitato Promotore; sul lato esterno, per avviare sinergie con reti e movimenti che possono diventare alleati nell’attivazione della campagna referendaria (movimenti contro il nucleare e per la difesa del territorio e dei beni comuni, movimenti della scuola, università, ricerca etc.) e con reti, movimenti e organizzazioni con cui si vogliono instaurare relazioni per far comprendere l’importanza della partita in gioco (reti e associazioni degli agricoltori, reti sindacali, associazioni dei consumatori etc.).
Al fine di procedere all’adeguata organizzazione della rete dei comitati referendari nei territori, si è deciso di dare un nome definitivo al Comitato, da replicare in tutti i territori e da comunicare ai mass media. A questo proposito, si è aperta una consultazione, iniziata nella riunione e proseguita successivamente nella mailing list, che è approdata alla definizione “Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune”.
Si è deciso altresì di convocare per l’inizio di febbraio una giornata di conferenza stampa congiunta a livello nazionale e in tutti i territori per annunciare l’avvenuta costituzione del Comitato, per lanciare l’avvio della campagna referendaria.
La riunione è proseguita affrontando i prossimi obiettivi politici del percorso referendario.
A questo proposito, si è condivisa la necessità di rilanciare l’obiettivo della moratoria, ora più che mai necessario visto che i referendum sono una realtà e non più una possibilità, e di chiedere l’accorpamento della data del voto referendario con quella che verrà designata per le elezioni amministrative.
Per quanto riguarda la moratoria, si prevede la pressione su tutti i partiti presenti in Parlamento e su tutti gli enti locali, affinché venga rispettato il diritto democratico di voto referendario, senza ulteriori accelerazioni nei processi di privatizzazione.
Per quanto riguarda la richiesta di accorpamento delle date di voto, oltre agli incontri con i partiti, verrà richiesto incontro con il Presidente del Consiglio e con il Presidente della Repubblica, motivando la richiesta sia come elemento per favorire la partecipazione, sia come elemento di risparmio di un’ulteriore spesa pubblica.
L’avvio della campagna referendaria comporta un deciso avvio della campagna di autofinanziamento, nelle modalità partecipative previste e approvate da tempo (donazione o sottoscrizione di quote con restituzione in caso di raggiungimento del quorum): a questo proposito si è chiesto a tutti gli aderenti al Comitato Promotore e al Comitato di Sostegno di farsi carico della sottoscrizione e di farlo con tempi e stanziamenti adeguati, come da quote proporzionali già precedentemente proposte in occasione della campagna di raccolta firme (che si allegano al presente report). Al fine di evitare le discrepanze tra quanto richiesto e quanto effettivamente versato si richiede di confermare la conformità della cifra proposta.
Si è confermata la data del week end del 5/6 febbraio come giornata nazionale per il lancio della campagna di autofinanziamento, con iniziative in tutto il paese e in tutti i territori da replicare ed estendere per tutti i mesi di febbraio e marzo.
Da più parti si è sottolineata l’importanza che da questo momento assumerà il mondo dell’informazione e a questo proposito si è condivisa la necessità di istituire un gruppo di lavoro che, coordinato dall’ufficio stampa della segreteria, monitori e sappia intervenire nei vari passaggi della campagna.
E’ stata inoltre annunciata la realizzazione dell’assemblea nazionale degli Enti Locali per l’acqua pubblica, che si terrà a Roma il 21 gennaio, sottolineando l’importanza strategica di una relazione stretta con gli stessi per il successo della campagna referendaria.
Si è inoltre annunciata, come risultato del gruppo di lavoro sul nuovo modello di finanziamento del servizio idrico, la prossima preparazione di un convegno nazionale che serva da lancio della proposta come elemento forte del percorso per la ripubblicizzazione.
E’ stata infine ribadita e assunta la proposta di realizzare per il prossimo 19 marzo una grande manifestazione nazionale a Roma per il SI ai referendum, per la ripubblicizzazione dell’acqua e per la difesa dei beni comuni, in merito alla quale già dall’inizio di febbraio partiranno le riunioni di organizzazione della stessa, in modo da produrre la più ampia partecipazione possibile e l’adeguato lancio dell’ultima tappa verso il voto della primavera.
La riunione è stata da ultimo informata della richiesta pervenuta telefonicamente da parte dell’IdV per un incontro finalizzato alla proposta di unificazione dei comitati promotori referendari su acqua e nucleare. La riunione si è al proposito pronunciata per rispondere favorevolmente alla richiesta di incontro se formalizzata – cosa sinora non avvenuta – precisando da subito la netta contrarietà all’unificazione dei comitati promotori, in quanto frutto di percorsi estremamente differenti (da una parte una grande coalizione sociale dal basso, dall’altra un partito), poco efficace nel dispiegamento delle energie necessarie alla campagna referendaria e proposta da un partito che per tutto il percorso, dalla raccolta delle firme fino alla sentenza della Corte Costituzionale, si è posto in contraddizione diretta con i movimenti per l’acqua.
Le sinergie fra i due temi – acqua e nucleare – così immediate nella sensibilità della grandissima parte degli attivisti dell’acqua, dovranno trovare momenti di intreccio forte durante la campagna referendaria, senza che questo comporti una commistione inutile tra i due comitati promotori.
Segreteria Operativa Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune

REPORT RIUNIONE COMITATO REFERENDARIO 2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNERoma, 14 gennaio 2011
Presenti: Ass. Ya Basta, Attac Italia, Forum Ambientalista, Laboratorio Politico Alternativa, Progetto Uniti e Diversi, Fp Cgil, Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua, Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, Action Roma, Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, Segreteria Campagna Referendaria Acqua Bene Comune, Amici di Beppe Grillo, SEL, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Legambiente Nazionale, Transform! Italia, ACLI, ARCI, USB, Rete@sinistra, A Sud, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Ass. Michele Mancino, Comitato Acqua Pubblica Molise, Sinistra Critica.
La riunione è iniziata con l’analisi della decisione della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei quesiti referendari.La Corte ha dichiarato ammissibili due dei nostri quesiti e ne ha cassato un terzo, oltre a quello proposto dall’IDV.
Tutti hanno condiviso un giudizio sostanzialmente positivo dell’esito, perché, pur tenendo conto del fatto che la bocciatura del secondo quesito priva della possibilità di pronunciarsi direttamente per l’abrogazione delle forme societarie basate sulle SpA, non muta la sostanza politica della campagna referendaria, sintetizzabile nello slogan “Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua”, con un quesito che abroga totalmente il cosiddetto decreto Ronchi da una parte ed un quesito che, abrogando dalla tariffa la remunerazione del capitale investito, consente dall’altra un voto che si pronunci per la ripubblicizzazione dell’acqua.Si è condivisa la necessità che i contenuti del quesito bocciato vengano culturalmente recuperati nella realizzazione della campagna, che a tutti gli effetti dovrà essere una campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua.Si è inoltre accennata una discussione intorno al fatto che il primo quesito, abrogando l’intero decreto Ronchi, incide non solo sul servizio idrico, ma anche sull’insieme dei servizi pubblici locali, con particolare rilievo sui servizi ambientali e sul trasporto pubblico locale. L’idea condivisa è quella di mantenere un’impostazione della campagna referendaria focalizzata come campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua, in quanto elemento costitutivo del nostro percorso, considerando l’estensione del blocco della messa sul mercato degli altri servizi pubblici locali, come valore secondario e positivo per coinvolgere fasce sociali e mondo del lavoro dentro il percorso referendario.
E’ stato sottolineato come, a fronte dei poteri forti schierati contro i referendum, abbia pesato, nella scelta della Corte Costituzionale, il dato numerico delle firme raccolte e la grande campagna di sensibilizzazione messa in atto, permettendo così di raggiungere già un primo significativo risultato: su un bene che a tutte e tutti appartiene, per la prima volta sarà l’intero popolo italiano a potersi pronunciare.
Moltissimi interventi hanno sottolineato la necessità che a tutte e tutti diventi chiara la svolta impressa con il positivo risultato ottenuto dalla Corte Costituzionale: adesso i referendum sono una realtà ed è bene che tutti, dalla più grande rete e organizzazione nazionale al più piccolo comitato territoriale, siano consapevoli del fatto che da ora la campagna referendaria è a tutti gli effetti avviata e necessita delle massime energie possibili da parte di ciascuno.
In questo senso, una prima decisione presa è quella di avviare una serie di incontri con valenza interna ed esterna. Sul lato interno, al fine di riprodurre ed estendere il coinvolgimento diretto di tutti gli aderenti al Comitato Promotore; sul lato esterno, per avviare sinergie con reti e movimenti che possono diventare alleati nell’attivazione della campagna referendaria (movimenti contro il nucleare e per la difesa del territorio e dei beni comuni, movimenti della scuola, università, ricerca etc.) e con reti, movimenti e organizzazioni con cui si vogliono instaurare relazioni per far comprendere l’importanza della partita in gioco (reti e associazioni degli agricoltori, reti sindacali, associazioni dei consumatori etc.).
Al fine di procedere all’adeguata organizzazione della rete dei comitati referendari nei territori, si è deciso di dare un nome definitivo al Comitato, da replicare in tutti i territori e da comunicare ai mass media. A questo proposito, si è aperta una consultazione, iniziata nella riunione e proseguita successivamente nella mailing list, che è approdata alla definizione “Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune”.Si è deciso altresì di convocare per l’inizio di febbraio una giornata di conferenza stampa congiunta a livello nazionale e in tutti i territori per annunciare l’avvenuta costituzione del Comitato, per lanciare l’avvio della campagna referendaria.
La riunione è proseguita affrontando i prossimi obiettivi politici del percorso referendario.A questo proposito, si è condivisa la necessità di rilanciare l’obiettivo della moratoria, ora più che mai necessario visto che i referendum sono una realtà e non più una possibilità, e di chiedere l’accorpamento della data del voto referendario con quella che verrà designata per le elezioni amministrative.Per quanto riguarda la moratoria, si prevede la pressione su tutti i partiti presenti in Parlamento e su tutti gli enti locali, affinché venga rispettato il diritto democratico di voto referendario, senza ulteriori accelerazioni nei processi di privatizzazione.Per quanto riguarda la richiesta di accorpamento delle date di voto, oltre agli incontri con i partiti, verrà richiesto incontro con il Presidente del Consiglio e con il Presidente della Repubblica, motivando la richiesta sia come elemento per favorire la partecipazione, sia come elemento di risparmio di un’ulteriore spesa pubblica.
L’avvio della campagna referendaria comporta un deciso avvio della campagna di autofinanziamento, nelle modalità partecipative previste e approvate da tempo (donazione o sottoscrizione di quote con restituzione in caso di raggiungimento del quorum): a questo proposito si è chiesto a tutti gli aderenti al Comitato Promotore e al Comitato di Sostegno di farsi carico della sottoscrizione e di farlo con tempi e stanziamenti adeguati, come da quote proporzionali già precedentemente proposte in occasione della campagna di raccolta firme (che si allegano al presente report). Al fine di evitare le discrepanze tra quanto richiesto e quanto effettivamente versato si richiede di confermare la conformità della cifra proposta.Si è confermata la data del week end del 5/6 febbraio come giornata nazionale per il lancio della campagna di autofinanziamento, con iniziative in tutto il paese e in tutti i territori da replicare ed estendere per tutti i mesi di febbraio e marzo.
Da più parti si è sottolineata l’importanza che da questo momento assumerà il mondo dell’informazione e a questo proposito si è condivisa la necessità di istituire un gruppo di lavoro che, coordinato dall’ufficio stampa della segreteria, monitori e sappia intervenire nei vari passaggi della campagna.
E’ stata inoltre annunciata la realizzazione dell’assemblea nazionale degli Enti Locali per l’acqua pubblica, che si terrà a Roma il 21 gennaio, sottolineando l’importanza strategica di una relazione stretta con gli stessi per il successo della campagna referendaria.
Si è inoltre annunciata, come risultato del gruppo di lavoro sul nuovo modello di finanziamento del servizio idrico, la prossima preparazione di un convegno nazionale che serva da lancio della proposta come elemento forte del percorso per la ripubblicizzazione.
E’ stata infine ribadita e assunta la proposta di realizzare per il prossimo 19 marzo una grande manifestazione nazionale a Roma per il SI ai referendum, per la ripubblicizzazione dell’acqua e per la difesa dei beni comuni, in merito alla quale già dall’inizio di febbraio partiranno le riunioni di organizzazione della stessa, in modo da produrre la più ampia partecipazione possibile e l’adeguato lancio dell’ultima tappa verso il voto della primavera.
La riunione è stata da ultimo informata della richiesta pervenuta telefonicamente da parte dell’IdV per un incontro finalizzato alla proposta di unificazione dei comitati promotori referendari su acqua e nucleare. La riunione si è al proposito pronunciata per rispondere favorevolmente alla richiesta di incontro se formalizzata – cosa sinora non avvenuta – precisando da subito la netta contrarietà all’unificazione dei comitati promotori, in quanto frutto di percorsi estremamente differenti (da una parte una grande coalizione sociale dal basso, dall’altra un partito), poco efficace nel dispiegamento delle energie necessarie alla campagna referendaria e proposta da un partito che per tutto il percorso, dalla raccolta delle firme fino alla sentenza della Corte Costituzionale, si è posto in contraddizione diretta con i movimenti per l’acqua.Le sinergie fra i due temi – acqua e nucleare – così immediate nella sensibilità della grandissima parte degli attivisti dell’acqua, dovranno trovare momenti di intreccio forte durante la campagna referendaria, senza che questo comporti una commistione inutile tra i due comitati promotori.

Segreteria Operativa Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune

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