ACQUA PUBBLICA GENOVA

Con la seconda bolletta dell’acqua di quest’anno i gestori hanno effettuato una parziale restituzione di quanto avevano indebitamente riscosso dal 21 luglio al 31 dicembre 2011. Poi dal 1 gennaio 2012 è entrata in vigore la nuova (truffaldina) tariffa dell’Autorità dell’Energia Elettrica e del Gas (AEEG). Con essa la remunerazione del capitale investito, abolita dal referendum, viene portata dal 7 al 6,4% circa, ma di fatto la nuova tariffa garantisce condizioni ancora più vantaggiose per i gestori. Che infatti denunciano utili notevoli, mentre le scopo del secondo quesito referendario era proprio di “rendere l’acqua estranea alle logiche del profitto” (Corte Costituzionale, sentenza n. 26 del 2011).

Questo parziale rimborso conferma che l’esito del referendum era “immediatamente applicabile”, come affermato esplicitamente dalla già citata sentenza della Corte Costituzionale. Non era affatto necessario attendere tre anni. La volontà dei cittadini, sebbene espresssa in una forma giuridicamente vincolante, è stata e continua a essere aggirata dai governi e dalle maggioranze che si sono succedute (Berlusconi-Monti-Letta-Renzi; localmente Vincenzi-Doria).

Questa piccola, parziale restituzione, per certi versi una beffarda presa in giro, è comunque un successo del popolo italiano, che avrà indietro almeno una (piccola) parte di quanto gli è stato rubato. La lotta per l’acqua bene comune (e non merce) continua, questo non è che l’inizio (Ce n’est qu’un début, continuons le combat, motto dei movimenti del 1968)

Rimborso

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