ACQUA PUBBLICA GENOVA

Le associazioni dei cittadini chiedono all´Ato di togliere dalla bolletta la remunerazione dei privati e minacciano una class action. Sollecitano anche la legge regionale sull´azionariato popolare.

di Ernesto Ferrara*

Rivolta per le bollette dell´acqua. L´Ato, l´autorità d´ambito per il settore idrico, ha sancito che le prossime bollette potranno mantenere la remunerazione del socio privato al 7 per cento: come se il referendum di giugno, che ha spazzato via l´«adeguata remunerazione del capitale» per le Spa dell´acqua, fosse stato tutto uno scherzo. E Federconsumatori e i comitati per l´acqua bene comune sono già sul piede di guerra. Spingono perché la Regione acceleri il percorso di ripubblicizzazione dell´acqua attraverso l´azionariato popolare. E chiedono all´Ato di eliminare il 7 per cento per i privati dalla tariffa applicata ai cittadini dicendosi pronti anche a ricorrere, in caso ciò non avvenisse, «al giudice amministrativo».

«Il risultato del voto referendario non può essere vanificato né aggirato con piccoli aggiustamenti formali che non incidano concretamente sulle criticità più volte denunciate e che il voto ha rafforzato», denuncia Federconsumatori. Che chiede di «incoraggiare, attraverso una legislazione regionale, la partecipazione diretta dei cittadini all´azionariato popolare, e sperimentare la costituzione di forme cooperative di utenti, con l´obbiettivo di consolidare e rafforzare il principio della gestione di “bene pubblico”». «E´ essenziale un´accelerazione nel percorso di definizione della legge di riforma preannunciata dalla Regione, che dopo il referendum assume un ruolo centrale negli interessi dei cittadini e per superare ritardi e localismi che ancora oggi bloccano una riforma degna di tale nome», aggiunge pure Federconsumatori, convinta che in Toscana si possano sperimentare «forme innovative degli assetti di governance con la previsione di strumenti di controllo – comitati di sorveglianza – che coinvolgano i soggetti della rappresentanza degli interessi degli utenti» e che «la costituzione di holding paventata da più parti rischia di essere solo un´operazione di carattere finanziario che allontana i cittadini».

Ad un mese dal referendum che ha spalancato le finestre al «vento nuovo» le bollette che ci arriveranno a casa potrebbero sancire il «tradimento del voto»: «Abbiamo chiesto un parere all´Autorità di ambito e la risposta è stata inequivocabile: “Appare ragionevole che si continuino ad applicare all´utenza le tariffe approvate ai sensi dell´attuale normativa”», spiegò nei giorni scorsi il presidente di Publiacqua Erasmo D´Angelis. Ma il comitato fiorentino per i due sì per l´acqua bene comune si oppone: «I Comuni soci dell´Ato 3 convochino immediatamente un´assemblea aperta alla cittadinanza», chiedono Roberto Spini e Fabiana Fabbri, portavoce dei comitati per Firenze e Prato. Se l´Ato non dovesse accogliere l´appello, i comitati sono già pronti ad adire le vie legali, a cominciare da una «class action».

*Repubblica Firenze

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