ACQUA PUBBLICA GENOVA

Apprendiamo da fonti giornalistiche che sarebbe in gestazione un progetto per fondere le tre maggiori multiutility del Nord (Iren, A2A, Hera, società per azioni quotate in borsa) e dare vita a una superholding sedicente “pubblica” che gestirebbe l’acqua, l’energia e i rifiuti di Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia.

Un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Secolo XIX” dalla sindaco di Genova, che frena ma non smentisce, avvalora tali notizie.

E’ evidente che una simile operazione andrebbe in direzione opposta ai risultati del referendum, che hanno bocciato la privatizzazione dell’acqua e ogni tipo di profitto o guadagno ricavato dalla gestione del servizio idrico.

Si allontanerebbe ancora di più la gestione del servizio idrico e dei rifiuti dai rispettivi territori e da ogni possibilità di controllo e partecipazione da parte delle popolazioni interessate.

Si avrebbe una gestione totalizzante su un territorio vasto ed eterogeneo, che produrrebbe solo diseconomie e carrozzoni clientelari, degni della peggiore IRI. Un’operazione nel segno della rendita monopolistica, dell’intreccio sempre più stretto e perverso tra politica e affari, della prevalenza della finanza sull’economia produttiva.

Un’operazione che produrrebbe meno investimenti, più spese per i dirigenti, per le consulenze, per la pubblicità e la promozione. E bollette sempre più care, senza alcuna contropartita in termini di qualità del servizio (già da anni, con Iren, la bolletta idrica cresce a Genova, ogni anno, del 5% in più dell’inflazione).

Ci aspettiamo perciò un gesto di responsabilità politica e democratica da parte dei sindaci (Pisapia, Fassino, Vincenzi, Merola) e dei partiti (PD, IDV, SEL…) che hanno dichiarato di appoggiare i referendum. Ossia che smentiscano questo progetto, e invece dimostrino di essere all’opera per eliminare dalle bollette la remunerazione del capitale investito e per ripubblicizzare il servizio idrico. Come hanno fatto a Napoli, dove la nuova giunta De Magistris ha trasformato la Arin SpA nell’azienda di diritto pubblico ABC (Acqua Bene Comune), che sarà gestita con la partecipazione attiva di cittadini e lavoratori.

 

Genova, 30 settembre 2011

 

Comitato genovese per l’Acqua Bene Comune

Forum dei Movimenti per l’acqua

 

 

 

NOTA:

I media hanno ormai preso il vezzo di definire questi carrozzoni clientelari dominati dai partiti come “pubblici”, o addirittura di definire “municipalizzate” le società nate dalla trasformazione delle vere municipalizzate in SpA.

“Pubblico” significa invece “trasparente, controllato dai cittadini” e rivolto esclusivamente a garantire un diritto, non a realizzare guadagni per i soliti noti. Non è il caso, evidentemente, né di Iren, né di Hera, né di A2A, né della ipotetica holding che dovrebbe nascere dalla loro fusione.

L’uso del termine “municipalizzata” per le multiservizi, società di capitale, rivela invece semplicemente ignoranza o malafede.

 

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