ACQUA PUBBLICA GENOVA

Attiviamoci con un MAIL BOMBING ai senatori della commissione Industria, da mandare nei giorni 14, 15 e 16 febbraio: ci riprovano a inserire un emendamento che porta alla privatizzazione del serivizio idrico

Perdete 2 minuti per difendere il vostro voto contro il tentativo di privatizzare nuovamente l’acqua (e la democrazia… 🙁   )

Indirizzi a cui scrivere:

cursi_c@posta.senato.it, garraffa_c@posta.senato.it, ciarrapico_g@posta.senato.it, bugnano_p@posta.senato.it, paravia_a@posta.senato.it, armato_t@posta.senato.it, bubbico_f@posta.senato.it, cagnin_l@posta.senato.it, caselli_e@posta.senato.it, casoli_f@posta.senato.it, dalia_g@posta.senato.it, desena_l@posta.senato.it, fioroni_a@posta.senato.it, germontani_m@posta.senato.it, izzo_c@posta.senato.it,
latorre_n@posta.senato.it, maraventano_a@posta.senato.it, ghigo_e@posta.senato.it, messina_a@posta.senato.it, musso_e@posta.senato.it, piccone_f@posta.senato.it, piscitelli_s@posta.senato.it, rossi_n@posta.senato.it, sangalli_g@posta.senato.it, tomaselli_s@posta.senato.it, vicari_s@posta.senato.it

Testo della mail da inviare:

Oggetto: Senatori, giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!

Gentile Senatrice, gentile Senatore,
Le scrivo per denunciare il tentativo di cancellazione dell’esito referendario del 12 e 13 giugno scorsi in atto presso la 10ª Commissione (Industria, Commercio, Turismo) del Senato di cui Lei fa parte.
Infatti diversi emendamenti presentati al c.d. decreto sulle liberalizzazioni, modificandone l’art. 25, tendono ad intervenire riproponendo di fatto l’obbligo alla privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato. In particolare vorrei attirare la Sua attenzione su quegli emendamenti che cancellano l’esclusione del servizio idrico integrato dall’art. 4 del decreto legge 13/08/2011 n. 138, o che puntano ad escludere dal patto di stabilità interno le sole società c.d. “in house”, mantenendo invece sotto i vincoli sanciti da tale patto l’unica vera forma di gestione pubblica, quella esercitata tramite aziende speciali e consortili.
Il 12 e 13 giugno scorsi oltre 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione.
Con la presente intendo ribadirLe che a questo nuovo e grave attacco agli esiti referendari,
io non ci sto!
Nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano. Un atto simile, fortemente lesivo dei principi fondamentali della democrazia, metterebbe ulteriormente in crisi il rapporto tra l’elettorato e i suoi rappresentanti, già molto deteriorato in questa fase storica: intervenire per salvaguardare l’espressione del voto popolare potrebbe invece cominciare a restituire quella fiducia che ormai troppi cittadini non sono più disposti a concedere ai propri rappresentanti politici.
Alla luce di queste considerazioni, che confido Lei condivida,
– chiedo con determinazione a tutte le Senatrici e i Senatori della Commissione Industria, Commercio, Turismo di non approvare quegli emendamenti che ripropongono la privatizzazione del servizio idrico integrato;
– chiedo a tutte le Senatrici e tutti i Senatori della Commissione Industria, Commercio, Turismo di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano;
– chiedo a tutte le Senatrici e tutti i Senatori della Commissione Industria, Commercio, Turismo di approvare solo quegli emendamenti che, escludendo dal patto di stabilità interno le aziende speciali, rendono più agevole una gestione pubblica e partecipativa dell’acqua, dando seguito alla volontà popolare chiaramente espressa con i referendum.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

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