ACQUA PUBBLICA GENOVA

L’Autorità per i Servizi Pubblici Locali del comune di Genova (www.asplgenova.it), organo tecnico autonomo del comune, assume una posizione a nostro avviso non imparziale nei confronti della nostra campagna referendaria. Riportiamo l’estratto del documento in questione e la risposta del comitato Genovese per l’acqua pubblica.

 

All’attenzione dell’Autorità per Servizi Pubblici Comune di Genova
Genova,
li 21/04/2011

 

Buongiorno,

siamo venuti a conoscenza che la S.V. a pag.9 della delibera
“Approvazione del programma attivita’ 2010 – 2011 dell’Autorita‘ sui Servizi
Pubblici Locali del Comune di Genova”, presentata alcuni giorni fa all’attenzione
del Consiglio Comunale asserisce che:

“L’approvazione della recente normativa sull’affidamento dei servizi pubblici ha portato alla nascita
di movimenti di opinione contrari, in quanto, secondo alcuni, la nuova
disciplina condurrebbe alla cosiddetta “privatizzazione dell’acqua” che invece,
in qualita’ di bene primario e collettivo, non dovrebbe essere “privatizzata e
abbandonata al mercato”, ma restare sotto la tutela pubblica.” Pur dissentendo
rispetto a tale interpretazione delle nuove norme, in quanto la privatizzazione
riguarderebbe soltanto la gestione della risorsa idrica e non l’acqua in se’
(la risorsa idrica e le reti restano infatti beni demaniali e come tali
soggetti al particolare regime di non cedibilita’), l’ASPL conviene sull’essenzialita’ del servizio ….”

A tale proposito si diffida la S.V. di intervenire in
questioni riguardanti le modalità di propaganda del Referendum messe in atto
dal presente Comitato referendario, il quale, Vi ricordiamo, costituisce
soggetto politico ai sensi dell’art. 2 della delibera AGCOM 13/04/2011 (G.U.
18/04/2011 n.89) e della legge 22 febbraio 2000, n. 28 nonché rappresentante,
ai fini del referendum, della volontà di 1.400.000 elettori italiani.

Entrando nel merito, ci rallegriamo che la S.V. sia anch’Ella
a conoscenza che l’art. 822 del Codice Civile affermi la proprietà pubblica
dell’acqua indipendentemente dall’esito del referendum e del fatto che il
referendum riguardi solo la gestione del servizio. Tuttavia si fa presente che
la proprietà pubblica, indiscussa, di fiumi e torrenti da sola non consentirà
ai cittadini di accedere all’acqua potabile a tariffe ragionevoli se la
gestione del servizio idrico sarà in mano ai privati.

Ci rammarichiamo che la S.V. non sia in grado di cogliere che
il termine “privatizzazione dell’acqua” sia usato come sinonimo di
“privatizzazione del servizio idrico” così come “privatizzazione dell’energia”
indica la privatizzazione del settore in questione e non di certo la proprietà
dell’elettrone.

Spiace anche vedere come la S.V. , nel prendere
indebitamente posizione contraria al referendum, non riconosca l’analogia della
privatizzazione dell’acqua con quella della privatizzazione delle spiagge,
anch’esse come i bacini idrici di proprietà indiscutibilmente pubblica per
legge, ma de facto inaccessibili a chi non paga il biglietto d’ingresso una volta che la concessione è affidata ad
uno stabilimento privato.

Diffidandovi pertanto dall’entrare nel merito delle
questioni di campagna referendaria vi segnaliamo l’obbligo di osservanza da
parte Vostra dell’art.9  comma 1 legge 22
febbraio 2000, n. 28 sull’imparzialità delle Pubbliche Amministrazioni
nell’esercizio delle loro funzioni.

Comitato Genovese “2 SI per l’Acqua Bene Comune”

 

 

 

 

 

Riportiamo la replica dell’Autorità per i Servizi Pubblici Locali:

 

 

Spett.
Comitato Genovese “2 SI’ per l’Acqua Bene Comune” e,
p.c.,

Segreteria
Sindaco

Gruppo
PD

Gruppo
Rifondazione comunista

 

Si riscontra
la vostra nota del 21/4/2011 indirizzata alla scrivente Autorità per evidenziare
quanto segue:

a) il documento cui il Comitato fa riferimento è in realtà una bozza di programma
annuale dell’ASPL, in corso di esame presso le competenti commissioni del
Consiglio comunale di Genova;

b) l’ASPL non ha mai preso posizione a favore o contro il referendum sull’acqua, né
ovviamente potrebbe farlo, ciò esulando dalle funzioni ad essa
attribuite;

c) l’ASPL ha solo puntualizzato che da un punto di vista tecnico-giuridico è inesatto parlare
di “privatizzazione dell’acqua”, dovendosi piuttosto parlare di “privatizzazione
del servizio idrico”. L’acqua è pubblica ai sensi dell’art. 1, c. 1, della legge
n. 36 del 1994 s.m.i. (“Tutte le acque superficiali e
sotterranee, ancorchè non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e
costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di
solidarietà”);

d) la precisazione tecnico-giuridica di cui al punto precedente è inserita in una più
ampia riflessione -inspiegabilmente omessa nella citazione riportata dalla nota
del Comitato- in cui l’ASPL sottolinea l’importanza del bene acqua e del
relativo servizio pubblico, ponendo il monitoraggio sul servizio e sulle tariffe
tra gli obiettivi primari del programma di attività per il
2011;

e) l’ASPL ha riferito nella seduta della Commissione consiliare del 21/4/2011 l’intenzione di
riformulare alcuni passaggi del programma, compreso quello sul servizio idrico,
per renderli più sintetici e più immediatamente comprensibili anche al lettore
privo di competenze giuridiche.

Quanto sopra col solo intento di precisare il pensiero dell’ASPL, che opera e ha sempre
operato con autentico spirito di imparzialità ed indipendenza

Il Presidente

Prof. Avv.
Alberto Maria Benedetti

 

 

In attesa di visionare la versione definitiva del documento, il comitato ha ribadito ancora una volta che al cittadino, destinatario del servizio, interessa la gestione pubblica del bene tanto quanto la sua indiscussa proprietà pubbblica.

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