ACQUA PUBBLICA GENOVA

L’Autorità Servizi Pubblici Locali ha aperto un procedimanto contro Mediterranea delle Acque.

Il gestore del servizio idrico genovese è accusato dai cittadini di non rendere nota la componente tariffaria “remunerazione del capitale”, eliminata dal referendum del 12-13 giugno, che invece continua illegittimamente a percepire (il 22% della bolletta).

Il titolare “pubblico” del servizio, l’Autorità di Ambito (l’assemblea di tutti i sindaci della provincia) completamente assente.

 

Su segnalazione di alcuni utenti, l’Autorità per i Servizi Pubblici Locali del comune di Genova ha aperto un procedimento nei confronti del gestore Mediterranea delle Acque, accusato di non aver reso nota la (illegittima) componente tariffaria di “remunerazione del capitale”, ripetutamente richiesta da numerosi cittadini-utenti nell’ambito della campagna di “obbedienza civile” per l’applicazione dei referendum sull’acqua. Infatti oggi i cittadini – utenti non solo si trovano a pagare una quota non più dovuta, a valle del referendum, ma nemmeno sono messi al corrente dell’ammontare di tale quota.

 

Singolare la replica del gestore, il quale afferma che “per poter fornire una esatta individuazione di tale componente non può che attendersi l’individuazione della stessa da parte dell’Autorità amministrativa [l’AATO, cioè l’assemblea dei sindaci della provincia], che è l’unico soggetto competente a tale elaborazione” e richiama in più punti la propria incapacità a fornire da sé l’informazione. Ma non è proprio il gestore a presentare i dati di rendicontazione e preventivo sulla base del quale vengono calcolate le tariffe? Non è forse il gestore che riscuote la tariffa, la quale, ricordiamo, ha in ogni sua singola componente valore di corrispettivo e deve quindi essere distinta in ogni sua parte, a maggior ragione in presenza di un contenzioso?
In tutto questo segnaliamo il colpevole silenzio dell’Autorità d’Ambito, che anche questa volta nemmeno si degna di rispondere alle centinaia di lettere di reclamo mandate dai cittadini-utenti nell’ambito della campagna di obbedienza civile, promossa dal nostro comitato.

Purtroppo il comportamento delll’AATO è la dimostrazione che il Comune di Genova non ha a cuore l’interesse pubblico, ma quello dei gestori privati. E il Comune di Genova ha un peso talmente preminente nell’AATO da condizionare tutti gli altri

I nostri sindaci dovrebbero prendere esempio da quelli della provincia di Pescara, dove l’AATO ha deliberato, qualche giorno fa, l’eliminazione della “remunerazione del capitale”.

Genova, 25 aprile 2012

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