ACQUA PUBBLICA GENOVA

CONTINUA LA PRATICA DELLE SEDUTE SEGRETE DEI SINDACI SU QUESTIONI CHE INTERESSANO TUTTI I CITTADINI.

NESSUNA INFORMAZIONE SULLE ASSEMBLEE DEI SINDACI DEL 30 AGOSTO E DEL 14 SETTEMBRE, CHE DECIDONO IN GRAN SEGRETO SE DARE (REGALARE?) A IREN PARECCHI MILIONI DI EURO

Ancora una volta i cittadini debbono affidarsi a indiscrezioni giornalistiche per essere informati (malamente e parzialmente) della gestione di un bene pubblico qual è l’acqua, anche dopo il referendum.

 

I sindaci sono soddisfatti di questi metodi?

In particolare il sindaco di Genova non si era impegnato in campagna elettorale a innovare profondamente il rapporto tra cittadini e amministrazione?

 

La storia che segue purtroppo è vera. Non possiamo però garantire l’esattezza delle cifre e di qualche altro dettaglio, per i motivi detti sopra.
L’assemblea d’Ambito dei sindaci della provincia di Genova, avendo appurato tempo fa un credito di circa 8 milioni di euro nei confronti di IREN per pendenze relative al triennio 2004-2006, decide di non riscuotere immediatamente la somma revisionando le tariffe, ma di aspettare la revisione degli investimenti del triennio successivo 2007-2009 per fare conto unico. Fin qui nulla di nuovo, visto che non va di moda riscuotere i crediti a favore dei cittadini, che da più di un anno aspettano inutilmente i rimborsi relativi alla decurtazione della quota di remunerazione col referendum del 12-13 giugno 2011.
La novità è che la revisione dei conti per il triennio successivo è affidata ad una società, Area Group s.r.l., che appare intrecciata in ben più di un rapporto di affari con il gestore: sul sito web si legge infatti che detta società ha lavorato per Mediterranea Acque, per Iride e per Enia (società dalla cui fusione è nata IREN), per controllate di IREN Acqua e Gas come Acque potabili siciliane, e per suoi azionisti come Intesa San Paolo o Monte dei Paschi di Siena, nonché per il fondo F2I consociato di IREN Acqua e Gas nella proprietà di Mediterranea Acque. Queste consulenze riguardano per la maggior parte valutazioni societarie per operazioni finanziarie sul servizio idrico, altre sono collaborazioni a stesure del piano d’ambito per conto del gestore (!). Al conflitto di interessi legato ad attività analoghe per conto di IREN si aggiunge lo svolgimento di consulenze per altre società tristemente note al forum dei movimenti per l’acqua, quali Veolia, Gori o Publiacqua.
Risultato: l’originale credito di 8.000.000 di euro diventa un debito di 16.000.000 di euro a carico dell’Ambito genovese, cioè dei cittadini, che tradotto in cifre significa, Piano d’Ambito alla mano, un rincaro di circa il 10% per un anno sulle bollette dell’acqua. A fronte di questo chiediamo all’Autorità d’Ambito genovese:

1) di rendere pubblica l’analisi economica effettuata dalla società Area Group s.r.l.

2) di revocare ogni incarico presente o futuro a detta società, che appare ben lungi dall’essere slegata da rapporti commerciali con il soggetto che dovrebbe controllare, IREN acqua e gas, e che risulta avere svolto attività di consulenza per operazioni finanziarie di banche e privati gestori del servizio idrico ben lontane da quelle che dovrebbero essere le idee alle quali dovrebbe ispirarsi la gestione dell’acqua.

3) di spiegare perché non vengono applicati i parametri correttivi previsti dal metodo tariffario, relativi alla qualità del servizio, al numero di reclami e alla differenza trai costi teorici e quelli effettivi.

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