ACQUA PUBBLICA GENOVA

Questo sintetico report non è un verbale e non pretende di costituire un resoconto, neppure sintetico, di tutto
quanto è stato detto.
Oggi venerdì11 novembre 2011, alle ore 10, in una sala della Camera Metropolitana del Lavoro della CGIL
di Genova, Via S. Giovanni D’Acri, ci siamo incontrati, Pino Cosentino e Dino Orlandini, in rappresentanza
del Comitato genovese Acqua Bene Comune, con due esponenti della componente CGIL della RSU di
Mediterranea delle Acque, con un esponente della della Filctem Tigullio, e con il segretario della Filctem
genovese.
La Filctem è il sindacato di categoria, aderente alla CGIL, dei lavoratori del settore gas e acqua.
La discussione si è conclusa alle ore 13, dopo aver toccato molti temi di reciproco interesse.
In particolare i quattro rappresentanti dei lavoratori hanno presentato la situazione aziendale, caratterizzata
da un orientamento dell’azienda a realizzare il massimo profitto soprattutto riducendo il personale,
esternalizzando lavorazioni anche molto qualificate, anche a scapito del servizio che dovrebbe rendere ai
cittadini. C’è il rischio che ulteriori fusioni allontanino ancora di più l’azienda dal territorio.
La CGIL ha condiviso il referendum (sebbene durante la campagna la RSU abbia preferito mantenersi
neutrale) per ragioni politiche (no alle privatizzazioni dei servizi pubblici) e sindacali.
Noi abbiamo spiegato le posizioni del Comitato e del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sulla
gestione del servizio idrico integrato, sul significato, per noi, di pubblico-privato (le spa non sono pubbliche,
il pubblico consente un maggior controllo da parte dei cittadini e dei lavoratori). La nostra proposta è
l’azienda speciale. Abbiamo accennato alle nostre proposte sulla legge regionale sui nuovi ATO, che prevede
forme di partecipazione da parte deilavoratori.
Abbiamo discusso di tariffe, di remunerazione del capitale investito, del finanziamento del servizio idrico,
degli investimenti. Una parte della tariffa dovrebbe, secondo noi, essere coperta dalla fiscalità generale.
Abbiamo convenuto che sindacati e comitato hanno ruoli diversi, o meglio distinti.
Sulla campagna di obbedienza civile: la parte sindacale ha espresso il timore che essa possa aggravare le
difficoltà dell’azienda, e quindi spingere a ulteriori riduzioni di personale ecc.. Abbiamo risposto che questo è
vero per qualunque azione di lotta, compresa l’astensione dagli straordinari indetta dal 16 al 30 novembre, e
le successive azioni che verranno decise. Tutte cose che determineranno danni economici per l’azienda. Anzi,
fatte proprio con questo scopo.
Ci è stato chiesto se l’ATO è utile e se il Comune di Genova può fare a meno dei dividenti che prende da Iren
(15 milioni di € nel 2011).
Si è detto che è da approfondire la questione della tariffa.
RISULTATI.
Per ora non ci sono risultati pratici.
Noi ci siamo dichiarati completamente dalla parte dei lavoratori nella vertenza che si è aperta con la
direzione aziendale; siamo disposti a dare ogni appoggio.
Da parte sindacale è stata fatta una distinzione tra piano politico e piano sindacale.
Sul piano politico i rappresentanti sindacali si sono detti d’accordo con la ripubblicizzazione dell’acqua e
con le iniziative che puntino ad attuare i referendum. Sul piano sindacale hanno affermato che non possono
sostenere l’azienda speciale, né l’obbedienza civile.
Abbiamo invitato la RSU a partecipare al seminario di Millesimo del prossimo sabato19 e a intervenire alla
conferenza stampa del 22 per la manifestazione nazionale del 26 prossimo.
Ci siamo scambiati indirizzi mail e n. telefonici, con la promessa di mantenere il contatto avviato oggi.
Dino Orlandini
Pino Cosentino

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