ACQUA PUBBLICA GENOVA

Il comitato acqua pubblica genovese è stato invitato ad intervenire al congresso regionale PD Stabili-menti nella sezione dedicata al rapporto tra movimenti e partiti.

Nell’intervento sono state messe in luce alcune contraddizioni del PD sul tema acqua pubblica, quali l’assemblea AATO genovese, in cui i sindaci PD, che hanno votato sì al referendum, hanno tuttavia negato l’applicazione immediata del secondo quesito, la proposta di legge PD che prevede la “remunerazione dell’attività industriale” (=interessi bancari scaricati in bolletta), la volontà da parte di alcuni esponenti di perseguire la megaholding del nord IREN-A2A-Hera, l’esistenza di una parte di PD (la cosiddetta “acqualiberatutti”, che ha persino chiesto un rimborso elettorale come comitato per il no) che ha apertamente osteggiato il referendum, le recenti spinte verso la privatizzazione da parte di alcuni amministratori PD (l’ultimo esempio, risalente a questa settimana, è quello del sindaco PD di Salerno), il caso delle dighe genovesi. E’ stato ricordato anche il pericolo dell’istituzione di un Ambito Territoriale unico regionale (=scarsa controllabilità del nuovo centro decisionale da parte della cittadinanza).

Da parte del comitato genovese rimane la disponibilità ad aprire un confronto programmatico sul tema della gestione pubblica e partecipata del ciclo idrico con tutti i candidati sindaci di qualsiasi schieramento in occasione delle prossime elezioni comunali. Riteniamo che il rapporto tra partiti e movimenti debba svolgersi sul piano dell’impegno trasversale e reciproco per l’attuazione della gestione pubblica e partecipata dei beni comuni.

 

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