ACQUA PUBBLICA GENOVA

Un esempio della millantata efficienza “da privatizzazione”: il nuovo depuratore di Quinto

 

Rinnovati miasmi e conseguenze per gli abitanti della delegazione del Levante

 

Il vecchio depuratore era sottodimensionato e quando pioveva tanto si allagava…

E’ stato rifatto di sana pianta, ma la situazione non è molto migliorata. I miasmi che si diffondono nel quartiere, e che peggioreranno con l’avanzare dell’estate, indicano errori di progettazione del nuovo, come avviene spesso per i depuratori di Mediterranea delle Acque, dal depuratore della Foce a quello di Cornigliano.

Le ragioni sono ben note: non c’è coordinamento tra i progettisti della società che ha ricevuto l’appalto e il settore manutenzione di MdA, che avrebbe le professionalità e le conoscenze per progettare bene il depuratore; non è stato fatto un monitoraggio appropriato dei flussi a monte del depuratore, sebene anche in questo campo MdA abbia competenze di eccellente livello; i consulenti (esterni) che MdA utilizza per la depurazione non sono all’altezza.

Mediterranea delle Acque, frutto della privatizzazione di AMGA, sebbene sia una società del gruppo Iren, una SpA quotata in Borsa che fattura 3 miliardi e mezzo di euro, dimostra di non avere un vertice capace di far funzionare al meglio l’azienda loro affidata, in modo da impiantare depuratori che funzionino. Eppure con la bolletta paghiamo una bella cifra per i depuratori. Sarà forse per questo che i massimi dirigenti di Iren si preoccupano così poco della qualità di questo servizio, trascurando di valorizzare le risorse interne che pure ci sono? Le bollette pagate dai cittadini garantiscono comunque, per legge (una legge di cui il referendum chiede l’abrogazione),  un guadagno sicuro, che ragione c’è di fare le cose bene, magari sacrificando le aspettative di amici vari, in nome dell’efficienza e della qualità? Il presidente di Iren (e Amministratore Delegato di Iren Acqua e Gas, da cui dipende direttamente Mediterranea delle Acque), Ing. Roberto Bazzano, farebbe meglio a occuparsi seriamente del settore “depuratori” della sua società, anziché continuare a rilasciare dichiarazioni e interviste contro i referendum che, il 12 e 13 giugno prossimi, fermeranno le privatizzazioni dell’acqua, di cui Iren è un bel risultato.

 

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