ACQUA PUBBLICA GENOVA
In risposta alle dichiarazioni dell’assessore provinciale Perfigli sul Secolo XIX di domenica 18 marzo in merito alla mancata applicazione del referendum rispondiamo che come comitato Acqua Bene Comune continueremo a definire “segreto” un incontro di sindaci di cui al cittadino non è stato palesato né l’ordine del giorno né le decisioni assunte, tuttora non disponibili sul sito dell’autorità d’ambito, trascorsi ormai più di 10 giorni dalla riunione e chissà quanti dalla convocazione.
La giustificazione dell’assessore è “la conferenza dei sindaci del 9 marzo non può essere definita segreta perché i sindaci [cioè i partecipanti alla conferenza stessa] lo sapevano”. Una dichiarazione che si commenta da sé.
L’assessore Senesi ha poi dichiarato sul Secolo XIX del 15 marzo, e ribadito all’incontro con il comitato acqua di giovedì scorso,  che “l’ordine del giorno non riguardava materie di interesse del comitato”:

dichiarazioni Senesi e Perfigli su assemblea 9-3-12

Visto che sul sito dell’autorità d’ambito non è disponibile pubblichiamo allora noi l’ordine del giorno così come lo siamo venuti a sapere, a valle dell’assemblea, da un informatore anonimo. Come si vede, contrariamente a quanto affermato dall’assessore Senesi, contempla sia “conseguenze esiti referendari” che la “ratifica dell’articolazione tariffaria anno 2012“:
 
Chiediamo dunque a tutti i soggetti coinvolti nell’assemblea, e in particolare agli assessori Perfigli e Senesi, di confermare o smentire pubblicamente l’ordine del giorno di cui sopra, che come si può vedere riguarda eccome l’applicazione del referendum.
L’impegno assunto di “disponibilità al confronto” e di “tenerci informati sullo svolgimento delle iniziative in corso” (raccomandata del 2 agosto indirizzata al Comitato Acqua Bene Comune) è stato rispettato?
Chiediamo altresì di rendere nota a tutti l’entità (euro/m3) della quota di remunerazione del capitale attualmente riscossa in tariffa, sollecitando ancora una volta l’applicazione del referendum: il DPR 116/2011 e la sentenza 26/2011 della corte costituzionale parlano chiaro; l‘applicabilità del referendum è immediata e  per rispettare la legge non è necessario attendere nessun parere di nessuna autorità garante.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>