ACQUA PUBBLICA GENOVA

In Friuli Venezia Giulia [Fvg], terra nota per la piovosità che non risparmia nessuna stagione e per i tanti fiumi, la quantità di acqua sottratta alla terra è molto di più di quanta alla terra non ritorni: è il dato allarmante emerso dalla ricerca condotta dalla direzione centrale ambiente della Regione, dall’Agenzia regionale per l’ambiente [Arpa] e dall’Università di Trieste. Se a livello europeo il consumo pro capite d’acqua è stimato in 250 litri al giorno, in Fvg tale cifra è 72 volte superiore, raggiungendo i 17.937 litri.

Migliaia di friulani hanno sostenuto l’anno scorso i referendum per l’acqua pubblica e tutti saranno chiamati al voto a giugno. Quale situazione migliore per cominciare a riflettere sui problemi del proprio territorio?

L a storia degli ultimi anni insegna che l’acqua scalda gli animi di queste terre come pochi altri temi: quando, nel 2005, la regione recepì la legge Galli si cominciò a parlare per la prima volta del «popolo delle fontane». Scesero in piazza i cittadini di tantissimi comuni della regione, da San Vito al Tagliamento a Cervignano del Friuli, per opporsi a qualsiasi forma di controllo sull’acqua, costringendo la politica ad affrontare la realtà della bassa pianura friulana, dove per ogni casa c’è una pompa d’acqua corrente e l’acquedotto è un optional inutile per molti paesi.

Le fontane [e le esigue bollette pagate ai comuni per l’accesso alla falda] vinsero. La pace tra chi riteneva necessario l’allacciamento all’acquedotto di tutti per poter controllare meglio la risorsa idrica e le tariffe, e chi voleva continuare a tenersi la propria fontana, fu raggiunta parlando di «tradizioni» e «antiche usanze».

Ma oggi che l’industria e l’agricoltura hanno ormai consumato e inquinato le falde meno profonde e che il ciclo dell’acqua è in passivo proprio la dove il prelievo è maggiore, non è più possibile rinviare i ragionamenti messi all’epoca a tacere. Non è un caso infatti che sia proprio la provincia di Pordenone, dove la concentrazione di pozzi è maggiore, a fare la figura della pecorella nera. Qui dalle falde artesiane si prelevano 32 litri al secondo mentre se ne ricaricano solo 13. E la maggior parte di questi prelievi deriva dagli usi domestici.

Gli studi condotti a livello regionale parlano chiaro rispetto alle urgenze da affrontare sul tema acqua: preservare oggi il più possibile le falde «ottime», quelle più profonde è fondamentale. Per ridurre nettamente gli sprechi di acqua buona basterebbe dotare le fontane di semplici regolatori, tanto per cominciare. «Se, ad esempio, fosse applicata a tutti i pozzi domestici una riduzione di portata fluente massima da 0,8 [attuale stimata] a 0,1 litro al secondo – propongono gli autori della ricerca – si potrebbe ottenere un ‘risparmio’ di risorsa di quasi 27 metri cubi d’acqua al secondo, il che corrisponderebbe a risparmiare più della metà dei consumi complessivi attuali provenienti dai sistemi di acquiferi confinati della bassa pianura».

E’ bastato un comunicato a sostegno di questa proposta portato avanti dal Wwf a scatenare nuovamente il ‘popolo delle fontane’ della bassa provincia udinese contrario ad ogni forma di regolazione dei pozzi artesiani. «I regolatori di gettito rovinano le fontane» affermano i comitati. Ma come non sospettare che la gente tema piuttosto di dover cominciare a pagare il consumo dell’acqua in base al consumo che ne fa?
Infatti a quanto pare è oggi solo un luogo comune che un rubinetto possa portare al rischio di intasamento del pozzo, «i dispositivi di regolazione oggi in commercio non limitano la funzionalità del pozzo» assicurano i tecnici.

In Friuli non sono solo le fontane per fortuna un elemento della tradizione: lo è anche l’amore per la terra. E i referendum di giugno daranno la misura di quanto l’idea di «bene comune» pesi su un territorio che vuole farsi carico di un futuro più genuino per tutti e non solo per il proprio giardino.

http://www.carta.org/2011/03/il-friuli-a-secco-quando-lacqua-e-bene-privato/

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>