ACQUA PUBBLICA GENOVA

Che nostalgia le vecchie fontane da cui si beveva a garganella e senza pagare! I nuovi erogatori di acqua a pagamento che IREN Acqua e Gas s.p.a., il gestore privato dell’acquedotto genovese, ha fatto installare al Comune non sembrano pensarla alla stessa maniera.

Il primo esemplare di erogatore d’acqua A PAGAMENTO (sì, avete capito bene) è stato installato da poco sulla passeggiata di Voltri: si tratta di un enorme antiestetico frigorifero, che rilascia acqua gassata e acqua liscia di acquedotto refrigerata e filtrata. Se nessuno discute che l’acqua gassata sia un vezzo che, se lo desideriamo, possiamo permetterci di pagare, ci permettiamo invece di criticare il fatto che l’acqua liscia di fontana sia anch’essa a pagamento, al costo di 10 centesimi al litro.

La scelta ci è stata giustificata col fatto che la “fontana del XXI secolo”, a differenza delle sue colleghe di altri tempi, ha costi di manutenzione altissimi, alcune centinaia di euro al mese, perché necessita di assicurazione, bombola gas, analisi chimiche supplementari a quelle dell’acquedotto e soprattutto di un’enorme quantità di energia elettrica per raffreddare tutta la struttura. La macchina è stata presentata come una riduzione del consumo di acqua in bottiglia (una stima di ACEA per questo tipo di impianti ha quantificato il risparmio in 250 tonnellate di plastica/anno pari a 2060 kWh/anno): peccato che l’energia elettrica consumata nello stesso tempo dal frigorifero dell’erogatore sia molta di più e che comunque, per poter bere dalla macchina, una bottiglia (o un maxi bicchiere da mezzo litro) bisogna averli perché la fessura non permette di bere direttamente dal rubinetto!

Il comune ha accettato la macchina in comodato d’uso da IREN senza preoccuparsi di avere la possibilità di garantire la gratuità del servizio, e lo ha poi “scaricato” su una associazione di giovani volontari del luogo costretta a mettere l’acqua a pagamento. Eventuali utili verranno reinvestiti in interventi di riqualificazione del quartiere, ma, a detta dell’associazione, finora di utili non ce ne sono proprio: ci vorrà tutta che questi ragazzi riescano a non andare in perdita. E’ paradossale che un gestore privato che guadagna 10 milioni di euro a semestre conduca grandi campagne mediatiche sull’installazione di questa fontana, pezzo forte del “Festival dell’acqua” (privatizzata) che si terrà il prossimo settembre, senza preoccuparsi del fatto che essa sopravvive solo grazie ad un’associazione di volontari a cui è affidato l’intero onere di gestione.

La “fontana del XXI secolo” non favorisce poi certo il risparmio idrico. Certo, anche i vandali della zona ci hanno messo del loro, premendo in continuazione il pulsante di erogazione per fare uscire a vuoto l’acqua, ma la macchina stessa, per come è progettata, fa si che, anche se uno vuol bere solo un sorso, il quantitativo minimo erogato è comunque mezzo litro. E in altre parti di Italia – ci dicono – esistono esemplari il cui quantitativo minimo erogato è il litro. Alla faccia del risparmio della risorsa!

Alcune ombre rimangono poi da chiarire su questo erogatore: quanto paga il comune al gestore privato IREN Acqua e Gas s.p.a. per ricomprarsi l’acqua refrigerata e filtrata della fontana? La spesa che già sosteniamo in questo modo con le tasse comunali (e che dovrebbero bastare a garantire il servizio gratuito) ricompare forse per vie traverse, come “spesa di rappresentanza”, anche nella bolletta che paghiamo al gestore privato? Perché in tal caso siamo costretti a ripagare all’uso una terza volta quello che già abbiamo pagato due volte e in anticipo? Cosa prevede il contratto di comodato (introvabile) con cui IREN ha ceduto la macchina al comune? Come mai il Comune ha accettato un “regalo” senza la minima preoccupazione di come affrontare una gestione così onerosa garantendo la gratuità del servizio? Se mi regalano un cavallo, pur amando gli animali, lo rifiuto, perché non saprei come mantenerla la bestia a casa mia…

Perché anziché mantenere le care vecchie fontane che stanno seccando o andando in malora (pensiamo a fontane storiche come quella di Campetto) si pensa ad installare questi nuovi costosi macchinari che hanno costi di gestione ben maggiori e impatto architettonico più che discutibile?
Questa macchina energivora e sprecona beneficia forse di incentivi per il risparmio energetico (che quindi paghiamo ancora una volta noi cittadini) nella falsa illusione di aver ridotto l’impatto ambientale? E soprattutto – la domanda fondamentale – che cosa ne sarà delle vecchie fontane che saranno rimpiazzate da questi nuovi erogatori a pagamento in contesti dove non ci saranno neppure associazioni di volontari a garantire il reinvestimento degli utili in servizi sociali?

Perché per bere da una fontana non serve una bottiglia. E quello che insegna una vera fontana pubblica è che ci sono alcuni servizi di base che devono restare gratuiti e di tutti perché sono già pagati con le tasse. E l’acqua non la si rispetta perché la si paga 5 centesimi al mezzo litro, ma la si rispetta solo se è un dono di tutti, perché nella casa di tutti si entra con rispetto e in punta di piedi. Nell’accostamento tra i 5 centesimi e l’acqua non è l’acqua ad acquistare valore. Chi ha acquistato valore sono piuttosto i 5 centesimi e la morale che essi rappresentano.

Per questo chiediamo l’installazione di 100 fontanelle classiche con pulsante a pressione (onde evitare sprechi) e la manutenzione di quelle esistenti, anziché l’ennesima passerella politica e mediatica che questa volta ha inaugurato l’era dell’acqua di fontana a pagamento.

 

4 Comments for this entry

  • Claudio Cimmino scrive:

    Questa notizia dovrebbe essere diffusa dai giornali locali.
    E’ scandaloso che il Comune di Genova, dopo l’esito del Referendum, continui su una linea di “commercializzazione” del bene comune ACQUA.

    • aledale scrive:

      Ciao Claudio,
      la notizia è stata in parte già diffusa: è già uscito un articolo sul corriere mercantile del 4/8 e ci hanno anche intervistati su radio Babboleo.
      In ogni caso sarà compito di tutti vigilare sull’installazione di altri erogatori di questo tipo: il 4 settembre alle ore 15.30 al porto antico ne verrà (purtroppo) installato un altro.
      Questi erogatori sono la passerella politica di lancio per il festival dell’acqua di federutility a cui il comune ha (colpevolmente) concesso il patrocinio. Ti invitiamo a seguire il nostro sito per aggiornamenti sulle nostre controiniziative.

  • claudio scrive:

    Io sono appena rientrato da una vacanza a Grosseto.
    anche li hanno appena installato una colonnina (che poi e’ un piccolo edificio) con il distributore di acqua naturale sia a temperatura ambiente che fresca e di acqua gassata. La differenza pero’ è che li quella naturale e’ gratis e ha il doppio pulsante START STOP mentre quella gassata costa 5 cent ogni 1,5 litri.

  • TheQ. scrive:

    Nel veneziano stanno installando questa ennesima violazione al risultato del referendum, solo che l’acqua la fanno pagare 1 centesimo al litro. Essendo acqua potabile attinta dalla rete idrica costerebbe 1 euro al metro cubo, ovvero 0.1 centesimi d’euro al litro (un metro cubo è 1000 litri). Ovviamente non ci va nessuno perchè tutti abbiamo l’acqua potabile in casa e quelli che prendono l’acqua minerale se ne fregano di utilizzare distributori lasciati aperti che possono toccare tutti. L’ennesimo spreco all’Italiana per favorire le aziende di amici degli amici. Ci manca solo di sapere che i Comuni spendono denaro pubblico per simili truffe…

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