ACQUA PUBBLICA GENOVA

La maggioranza ha deciso di non decidere. Ha proposto un ordine del giorno firmato dai capigruppo Arduino Maini, Gerolamo Giudice e Roberto Tosi, in cui si indica in quella di Ronco l’area più idonea per installare il depuratore, ma subordinando la scelta ad una serie di fattori per cui i tecnici Iren, presenti, avevano ampiamente risposto ad inizio seduta, lasciando però aperta la strada per “ulteriori indagini”.
Il consiglio comunale è tuttora in corso e devono ancora parlare l’assessore regionale all’Ambiente Renata Briano e l’assessore provinciale Paolo Perfigli, ma la votazione di un ordine del giorno in cui si decide di non decidere, in caso di future sanzioni dovute alla procedura d’infrazione già avviata da parte degli organismi europei, potrebbe equivalere ad una rivalsa parziale su chi ha votato il documento.
Inoltre non è stato proposto l’annullamento della delibera che indicava nel sito di via Betti l’individuazione del sito, né tantomeno è stata proposta la variante al piano urbanistico per indicare una diversa collocazione del sito.
Massiccia presenza di polizia e carabinieri, sotto il comune, forse per scoraggiare momenti di tensione tra il pubblico che le civilissime rappresentanze dei quartieri hanno evitato. I tecnici di Iren hanno spiegato chiaramente che sarebbe più congeniale la scelta di Ronco anche perché, aspetto nuovo, permetterebbe una massiccia distribuzione dell’acqua ricavata dall’impianto per il campo da golf (grande utilizzatore) e il porto per il lavaggio delle imbarcazioni.
Per l’opposizione il primo a intervenire è stato Giorgio Costa che ha rimproverato alla giunta di avere perso un anno e di continuare a tergiversare, abbandonando poi l’aula non condividendo l’ordine del giorno proposto. Pier Luigi Brigati ha giudicato duramente i tecnici Iren, accusandoli di avere indicato un anno fa il sito di via Betti come privo di criticità che erano invece evidenti; ha detto che anche il sito di Ronco presenta aspetti negativi; quanto all’area di San Pietro, si è detto convinto che le criticità indicate per il sito della cava sono piuttosto dei pregi; quanto alla maggioranza l’ha accusata di essere trasformista. Intervento, quello di Brigati, in parte condiviso da Domenico Cianci. Nicola Costa si è detto allibito dell’incapacità della maggioranza di assumersi responsabilità dichiarando che non avrebbe votato un ordine del giorno inaccettabile.

http://www.levantenews.it/index.php/2011/04/06/depuratore-rapallo-decidere-di-non-decidere/

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