ACQUA PUBBLICA GENOVA

CONTINUA LA PROMOZIONE DEGLI INTERESSI PRIVATI DA PARTE DEI “PUBBLICI” POTERI

I SINDACI DELLA PROVINCIA DI GENOVA APPROVANO (di nuovo)  IL PROFITTO SULL’ACQUA 

 

Il 29 aprile la Conferenza dei Sindaci della provincia d Genova ha approvato la tariffa del servizio idrico per gli anni 2012-13, secondo la nuova metodologia dell’AEEG.

La nuova metodologia dell’AEEG è stata impugnata davanti al TAR della Lombardia dal Forum dei Movimenti per l’Acqua, perché in contrasto con la legge vigente, risultante dal 2° quesito del referendum del giugno 2011. Infatti il nuovo metodo tariffario (MTT=Metodo Tariffario Transitorio) reintroduce sotto altre denominazioni la remunerazione del capitale investito, cioè il profitto del gestore, abrogato dal referendum. Inoltre scarica in bolletta i costi di opere già pagate con fondi pubblici nonché i costi di funzionamento dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas che dovrebbe essere a carico dei gestori

Perciò il Comitato genovese Acqua Bene Comune ha inviato alla Provincia e per conoscenza a tutti i 67 sindaci che compongono l’organo decisionale competente in materia, una diffida a procedere all’approvazione delle tariffe per i due anni 2012 e 2013. Già diverse Autorità d’Ambito hanno rifiutato questa approvazione, e lo stesso presidente dell’Associazione Nazionale Enti d’Ambito ha affermato in un’intervista l’illegittimità del nuovo metodo.

La nostra Provincia ha invece convocato la Conferenza dei Sindaci per approvare il nuovo metodo tariffario, senza darle nessuna pubblicità.

Cioè è stato superato il principio e la pratica del carattere pubblico delle Conferenze dei Sindaci, che era stato adottato negli ultimi due anni, come richiesto dal nostro Comitato.

La Conferenza dei sindaci si è svolta clandestinamente, senza nessuna possibilità per i cittadini di assistervi, anche solo per un principio di trasparenza.

Davanti a un atto così irresponsabile e arrogante non resta che prendere atto che non c’è nessuna volontà di dialogo da parte delle istituzioni, neppure a livelli minimi, non parliamo poi di partecipazione!

E’ chiaro che la pubblicazione sul sito della convocazione della Conferenza dei Sindaci e la possibilità per qualche comune cittadino di assistere al dibattito non avrebbe cambiato niente nella sostanza. Sarebbe stato un gesto di cortesia e di sensibilità istituzionale. Un gesto simbolico, per mantenere comunque un simulacro di attenzione verso quello che c’è fuori dei palazzi della politica e dei consigli di amministrazione, che ormai sono i veri decisori.

E qui si arriva al cuore della questione. Tutto il mondo politico si è mobilitato per difendere gli interessi dei privati che gestiscono (si fa per dire) il Servizio Idrico. O meglio: che si sono fatti consegnare dalle pubbliche autorità le chiavi per estrarre profitti dal servizio idrico, e non vogliono certo rinunciarvi perché 27 milioni di “signor nessuno” hanno tracciato, su una scheda elettorale, una crocetta sul SI’. Quel gesto non conta niente per lor signori, che pensano di essere tutto, mentre noi cittadini non saremmo niente.

In particolare, per l’attuale amministrazione comunale di Genova, come per le precedenti, gli interessi di Iren SpA vengono prima di ogni altra considerazione.

La lotta iniziata ormai molti anni fa per il diritto all’acqua continua, nelle forme, nei modi, con i tempi che decideremo.

Genova, 4 maggio 2013

Comitato genovese acqua bene comune – Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

per info e contatti: 3335356679

1 Comment for this entry

  • Franca scrive:

    Occorrere accedere alle vie legali,perchè, alla fine è l’unico modo per essere ascoltati.Si potrebbe ricorrere a sottoscrizioni
    di contributi volontari, atti a sostenere i costi per avvocati
    esperti nel ramo acqua e altri servizi pubblici.

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