ACQUA PUBBLICA GENOVA

Comunicato stampa

IL CONSIGLIO DI STATO DÀ RAGIONE AI MOVIMENTI PER L’ACQUA

IL REFERENDUM È IMMEDIATAMENTE APPLICABILE, LA TARIFFA DECISA DALLE AUTORITÀ D’AMBITO DAL 21 LUGLIO 2011 È ILLEGALE

ORA L’AATO GENOVESE RICONOSCA L’ERRORE E RENDA GLI OLTRE 50 MILIONI DI EURO SOTTRATTI ILLECITAMENTE AI CITTADINI

Da 18 mesi, ogni giorno, circa 100.000 euro passano illegalmente dalle tasche di genovesi ai gestori del servizio idrico, come “remunerazione del capitale investito”. Questa è la dimensione del regalo che i sindaci della provincia di Genova hanno deciso di fare a Iren società per azioni, a danno degli utenti.

Questo è il motivo per cui persone come Elisabetta, in causa con il suo gestore dallo scorso agosto ed ancora oggi in attesa di giustizia,stanno da mesi impegnando il loro tempo in battaglie legali.

La sentenza del Consiglio di Stato, emessa il 25 gennaio, ma resa nota ieri, ha ristabilito la verità, quella che la rete dei comitati per l’acqua, promotori dei referendum, sostengono da un anno e mezzo: dal 21 luglio 2011 il referendum ha abrogato con effetto immediato una delle 3 voci della bolletta, che per la provincia di Genova significa oltre il 22% dell’importo complessivo.

Una classe politica prona agli interessi del potentati economici, salvo qualche eccezione, dopo il referendum ha subito fatto muro per negare l’esito referendario, arrampicandosi su specchi del tutto inconsistenti, come il richiamo all’articolo 170 della legge 152/2006.

Oggi il Consiglio di Stato ha rivelato l’infondatezza di simili argomenti, infondatezza che era evidente a chiunque non fosse condizionato da impellenti pressioni, provenienti dai gestori (società per azioni, di diritto privato), in cui si intrecciano e si confondono classe politica e potentati economici.

CHIEDIAMO AI SINDACI, A QUELLO DI GENOVA IN PRIMO LUOGO, DI PRENDERE FINALMENTE ATTO DEI RISULTATI DEI REFERENDUM.

Applichino la legge. Obbediscano alla volontà popolare.

Non è mai troppo tardi.

 

Genova, 01/02/2013

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