ACQUA PUBBLICA GENOVA
  1. Perché la Campagna nazionale di Obbedienza Civile?
    Con la vittoria del 2° quesito referendario del 12-13 giugno 2011 è stata abrogata la norma che prevedeva la “remunerazione del capitale”, ossia il profitto del gestore.
    Oggi, a distanza di molti mesi, tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario. Può essere accettato che un istituto di rango Costituzionale come il referendum abrogativo possa essere ignorato e umiliato (ignorando e umiliando un intero popolo) in modo così plateale?
  2. In cosa consiste la Campagna nazionale di Obbedienza Civile?
    La campagna di Obbedienza Civile è semplice; essa consiste nel pagare le bollette dell’acqua applicando un’autoriduzione pari alla componente di costo della “remunerazione del capitale”, chiedendo contestualmente il rimborso della relativa quota per le fatture pagate a partire dalla proclamazione del referendum (21 luglio 2011). La campagna è chiamata di “obbedienza civile” perché non si tratta di “disobbedire” ad una legge ingiusta, ma di avere comportamenti del tutto conformi alle vigenti leggi, così come modificate dagli esiti referendari.
  3. Quali sono le basi giuridiche della Campagna nazionale di Obbedienza Civile?
    Anzitutto il DPR del 20 luglio 2011, la legge di pubblicazione dell’esito referendario, sancisce chiaramente che “l’abrogazione […] ha effetto a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana”. In secondo luogo la Corte Costituzionale con la sentenza 26/2011 ha sancito che «La normativa residua [a valle del referendum] è immediatamente applicabile e non presenta elementi di contraddittorietà» . Perché allora pagare quello che non è dovuto?
  4. Ma il comitato promotore non poteva fare semplicemente un ricorso o una class action contro il mancato rispetto del referendum?
    Ricorsi da parte del comitato promotore, con l’appoggio di associazioni dei consumatori, sono in effetti in corso di preparazione ma avranno tempi molto più lunghi di quelli necessari ai poteri forti (Unione Europea, governo…) per vanificare gli effetti del referendum con una nuova legislazione che riproponga la svendita dei beni comuni. Per questo è necessario mobilitarci tutti in prima persona.
  5. Chi può aderire alla Campagna di Obbedienza e dove posso trovare le istruzioni?
    Possono aderire tutte le utenze del servizio idrico, comprese quelle condominiali, commerciali, industriali o istituzionali. Istruzioni sul sito www.acquapubblicagenova.org e presso i nostri sportelli
  6. Come si determina la percentuale di remunerazione da detrarre?
    ll 7% del capitale investito annualmente dal gestore, dovuto (DM 1/8/96) al gestore come “remunerazione del capitale investito” prima del referendum, corrisponde ad una percentuale da detrarre dalla bolletta pari al 22.35% (per l’anno 2011) e 22.81% (per l’anno 2012) (tabelle 57, 60 e 62 del Piano d’Ambito 2009-2032), che per facilità di calcolo arrotonderemo per difetto a 22%
  7. Quanto risparmierò sulla bolletta aderendo alla campagna?
    Il risparmio dovuto all’autoriduzione dipende ovviamente dai propri consumi ed è circa 60€/anno per una famiglia di 3 persone con un consumo medio. Il valore di questa campagna è però soprattutto politico: la posta in gioco, molto più alta, è l’affermazione del principio sacrosanto che un voto popolare va rispettato e che la finanza deve restare fuori dall’acqua e dai beni comuni.
  8. Quali sono le possibili reazioni del gestore? Mi taglieranno la fornitura d’acqua perché non ho pagato tutta la bolletta?
    Anzitutto non si tratta di “disobbedire” ad una legge ingiusta, ma solo di pretendere l’applicazione di una sentenza della Corte Costituzionale (26/2011) e dell’esito referendario (DpR 116/2011). Da qui il nome di “obbedienza civile” perché siamo noi e, non loro, a pretendere il rispetto della legge.
    Nessuno nega il rischio che il gestore tenti di recuperare il credito minacciando il distacco della fornitura.
    Tuttavia non esiste rischio alcuno di trasmissione del presunto debito a Equitalia o di pignoramenti di beni
    poiché la tariffa del servizio idrico NON ha natura tributaria (Ordinanza collegiale della Corte di Cassazione – Rg
    20057/09 del 4/7/2011 e Corte Costituzionale 335/2008). Inoltre:

      1. La sentenza 720/2011 del Consiglio di Stato sez.6, relativa ad un errore di misurazione su una bolletta per l’energia elettrica, ha stabilito che finché non fosse certificata l’eventuale infondatezza del reclamo l’utente aveva diritto a pagare la sola quota che riteneva legittima
      2. Il gestore non può procedere al distacco senza il necessario preavviso a ciascun singolo condòmino e senza il requisito di grave inadempimento (TAR Lazio 886 febbraio 2011)
      3. Il gestore non è legittimato ad accedere alla proprietà privata per operare il distacco della fornitura senza aver prima ottenuto apposito mandato dal tribunale (tribunale di Orvieto 13/09/2008)
      4. Vi sono sentenze che riconoscono il diritto all’acqua (Sentenza 26/11/2010 del tribunale Castrovillari), persino in casi di disobbedienza civile (es. Latina)

    Il massimo rischio economico a cui ci si espone è, nel caso peggiore, il risibile interesse di mora preteso dal gestore per “regolarizzare” la propria posizione e impedire il distacco: il 5.5% annuo sulla parte di bolletta non pagata corrisponde mediamente a 3-4 €/anno (regolamento del Servizio Idrico Integrato).
    La Campagna nazionale di Obbedienza Civile riguarda in ogni caso una moltitudine di utenti e, anche volendo, un’azione di forte contrasto da parte dei gestori sarebbe semplicemente impossibile. Il comitato genovese Acqua Bene Comune è inoltre a disposizione per eventuale consulenza legale.

  • Posso inviare la lettera di reclamo come singolo anche se la bolletta è intestata al condominio?
    Anche se il contratto di fornitura idrica è sottoscritto dall’amministratore a nome di tutto il condominio, il consumatore è comunque il singolo condòmino come persona fisica (Corte di Giustizia CE Sez 111 sentenza 22 novembre 2001 11541, Corte di Cassazione, sezioni riunite, sentenza n. 9148 dell’8/4/2008 e Codice del Consumo): l’amministratore non può dunque rifiutarvi il diritto di reclamare come singolo e/o agire legalmente verso il gestore.
    L’azione pratica dell’autoriduzione (pagamento parziale della bolletta), nel caso di un unico allaccio condominiale, ha invece inevitabile risvolti pratici sugli altri condomini e dovrebbe essere decisa in sede di assemblea di condominio.
    L’amministratore NON può in ogni caso staccarvi l’acqua per conto del gestore ex art.63 delle disposizioni del codice civile poiché non ha titolo per farlo e poiché si tratta di un “credito” non a rischio (Pretore di Roma 4/12/1997).

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