ACQUA PUBBLICA GENOVA

RISULTATI DEL VOTO REFERENDARIO IN PROVINCIA DI GENOVA

CONSEGUENZE DEL VOTO

 

 

QUESITO VOTANTI SI’ NO SI’ SU TOTALE DEGLI ELETTORI
LIGURIA
1° (fermare privatizzazione acqua) 767.629 59,43% 724.718 95,69% 32.621 4,31% 56,87
2° (no al profitto  garantito del 7% sull’acqua) 767.813 59,45 % 731.230 96,23% 28.676 3,77% 57,21
3° (no nucleare) 766.635 59,36 % 712.447 93,28% 45.631 6,02% 55,37
4° (no legittimo impedimento) 766.915 59,38 % 719.160 95,01% 37.770 4,99% 56,42
GENOVA (PROVINCIA)
1° (fermare privatizzazione acqua) 428.151 60,53% 405.806 95,91% 17.295 4,09% 58,05%
2° (no al profitto  garantito del 7% sull’acqua) 428.245 60,55% 409.312 96,43% 15.158 3,57% 58,39%
3° (no nucleare) 427.519 60,44% 398.304 94,10% 24.964 5,90% 56,87%
4° (no legittimo impedimento) 427.854 60,49% 403.943 95,46% 19.206 4,54% 57,74%

 

I risultati della Liguria e della provincia di Genova rispecchiano le percentuali nazionali, con uno spostamento all’insù del numero dei votanti.

In provincia di Genova la partecipazione al voto ha superato il 60%. Come in tutta Italia, i due quesiti più votati risultano quelli dell’acqua (1° e 2° quesito). In assoluto, i cittadini che hanno votato SI’ per fermare la privatizzazione dei servizi pubblici locali (acqua, ma anche rifiuti e trasporto pubblico) e per eliminare il profitto del 7%  garantito al gestore del servizio idrico superano, nella nostra provincia, il 58%.

Dovranno tenerne conto tutti coloro che hanno pervicacemente voluto e realizzato, a partire dal 1995, la privatizzazione dell’acqua nella provincia di Genova e in Liguria. Gli amministratori genovesi sono arrivati al punto di vendere, nel 2003, le dighe del Brugneto e di Val Noci, che assicurano la fornitura d’acqua a Genova e ai comuni della provincia.

La maggioranza assoluta (e che maggioranza!) dei cittadini si è espressa in maniera chiara e inequivocabile: l’acqua è un diritto umano (vedi deliberazione dell’ONU del 2010) e un bene comune. L’acqua non è una merce.

I pubblici amministratori, davanti a questo limpido pronunciamento del popolo sovrano, hanno una sola via davanti a sé: lavorare da oggi in avanti per riportare il gestore del servizio idrico della provincia di Genova (Mediterranea delle Acque SpA) in mano pubblica. Oppure togliere a Mediterranea delle Acque l’affidamento del servizio (che essi le hanno incautamente riaffidato, nell’agosto del 2009, fino al 2032), per ridarlo a un’azienda speciale appositamente costituita.

La prima soluzione appare preferibile per diversi motivi: si darebbe continuità all’azienda e ai lavoratori, e si riacquisterebbe automaticamente la proprietà delle dighe e degli invasi, illegalmente venduti all’allora AMGA dalla giunta Pericu.

 

1 Comment for this entry

  • admin ha detto:

    Osserverei, inoltre, che la gande partecipazione non è il risultato di un “trascinamento” del referendum sul nucleare dovuto ad un fattore emotivo:
    . il referendum sul nucleare è stato il meno partecipato tra tutti, anche se con piccole percentuali)
    . erano state raccolte 1.450.000 firme per ciacun quesito, un risultato record ancora più evidente se si considera la limitatezza dei mezzi e l’assenza di informazione che si è avuta l’anno scorso

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