ACQUA PUBBLICA GENOVA

Comunicato stampa

 

Domenica 4 dicembre a Piacenza, si è tenuto un incontro del Coordinamento dei Comitati per l’Acqua
Bene Comune dei territori soggetti alla gestione di Iren o i cui Comuni sono importanti azionisti di questa
Società.

Un’intera giornata di lavoro e di confronto operativo per la neonata rete di coordinamento che riunisce
i Comitati di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Genova e Torino, che hanno sentito l’esigenza di creare un
Osservatorio sulla multi-utility Iren SpA.

Sotto l’occhio dei riflettori Piacenza, prima realtà a doversi confrontare con un nuovo affidamento della
gestione dell’acqua e dei rifiuti urbani, essendo in scadenza il 19 dicembre il contratto con Iren Emilia Spa.
L’Osservatorio ha deciso di utilizzare la realtà piacentina come banco di prova per sviluppare strategie e
proposte responsabili e rispettose degli esiti referendari, che portino ad una gestione pubblica efficiente,
partecipata ed estranea alle logiche del profitto e dei mercati, e che siano poi esportabili anche in altre
realtà del territorio Italiano.
Si è concordato sul fatto che sarebbe un atto gravissimo la messa a gara del Servizio Idrico Integrato, ipotesi
sospinta a livello locale anche dal discutibile documento tecnico-amministrativo redatto dal Prof. Sabbioni
dell’Università Cattolica, che si è espresso sull’ opportunità di un affidamento congiunto del servizio idrico
e della gestione dei rifiuti.
Nella riunione è emerso che la normativa regionale in corso di approvazione in Piemonte e Liguria prevede
ad esempio di mantenere separati il Servizio Idrico Integrato e il Servizio di Gestione Rifiuti Urbani.

Riguardo alla nuova proposta di legge della Regione Emilia-Romagna sui nuovi ATO, l’Osservatorio ha
denunciato l’allontanamento dei centri decisionali dai territori, che si avrebbe con la creazione di un
ATO unico regionale, considerando che non vi è nessun obbligo ad imporre un accentramento regionale,
come testimoniato dal fatto che in altre regioni, come Piemonte e Veneto, verranno mantenuti gli ATO
provinciali, senza la creazione di alcun ATO unico.

L’Osservatorio nasce come strumento di interscambio per affrontare, oltre ad una analisi della holding, i
vari problemi di comune interesse riguardanti le diverse problematiche legate alla complessa gestione della
risorsa idrica come bene comune, a cui il neonato Osservatorio intende dare risposta in modo unitario.

Durante la riunione è emersa l’intenzione comune di creare momenti di interazione con le RSU aziendali di
tutta l’area emiliana per condividere strategie e sostenere le controversie con la multi-utility.

Nell’incontro sono stati infatti denunciati i gravi punti di frattura tra Iren e i sindacati su tutti i territori,
con agitazioni sindacali in corso a causa della riduzione dell’organico nell’ambito del ciclo integrato,
con estreme esternalizzazioni dei servizi e drastici tagli agli investimenti, che porteranno alla riduzione
della qualità dei servizi, a cui si aggiunge il grave mancato riconoscimento, da parte dell’azienda, delle
rappresentanze sindacali territoriali dell’area emiliana.
E’ opinione diffusa dei lavoratori di Iren sui diversi territori che la gestione pubblica precedente a
quella mista attuale, fosse più efficiente e preferibile sotto l’ aspetto economico, gestionale ed umano.
Quest’ultimo aspetto assume una particolare importanza etica, ed una sua componente importante che si
sta perdendo è quella del senso di appartenenza dei lavoratori ad un progetto sociale legato al territorio
per il bene comune.

Dall’analisi della situazione specifica di ogni singolo territorio sono emerse diverse vertenze in atto in

merito alla gestione del servizio idrico da parte di gestioni privatistiche.

Il rappresentante dei comitati liguri ha segnalato tra le questioni più rilevanti la svendita illegittima, ad una
società assorbita da Iren, di beni demaniali (dighe del Brugneto e di Val Noci e centrali idroelettriche di
Canate, Diga e Torre Quezzi), su cui pende un esposto alla Procura della Repubblica, ed alla Corte dei Conti
per danno erariale.

Altro punto, riguardante invece l’area Piemontese, è il contenzioso in atto tra la SAP (Società Acque
Potabili SpA), partecipata di Iren, ed il Consorzio dell’Acquedotto del Monferrato, esempio lodevole di
gestione totalmente pubblica tramite consorzio e non società per azioni.
Il Coordinamento richiama gli amministratori di comuni e province, azionisti di riferimento di Iren, alla loro
responsabilità politica nel far perdurare questo inutile contenzioso, oltretutto nettamente in contrasto con
la volontà popolare espressa nel referendum.

Dal confronto delle varie realtà sono quindi emerse diverse problematiche comuni, tra le quali la completa
apnea degli amministratori locali nell’esprimersi in merito alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico
Integrato e ai tesi rapporti tra sindacati e azienda.

L’Osservatorio ha quindi deciso di attivare diverse forme di mobilitazione della cittadinanza sui territori e di
interazione con i sindacati di Iren, mettendo in campo strategie ed iniziative che verranno sviluppate nelle
prossime riunioni a cadenza temporale.

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