ACQUA PUBBLICA GENOVA

Con la vittoria dei referendum si stabiliscono alcuni punti fermi ed alcuni tasselli importanti per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

La campagna referendaria gridava a gran voce “fuori l’acqua dal mercato”, “fuori i profitti dall’acqua”, il senso era chiaro e su tali presupposti si è espressa la popolazione italiana.

Oggi, nonostante, lo straordinario successo del referendum (cosa che dovrebbe far pensare i nostri governanti) non c’è nessun politico al parlamento che sta proponendo la legge di iniziativa popolare depositata dal Forum dei Movimenti per l’acqua, nel 2007; tale legge risponde esattamente alle richieste referendarie.

Il Forum a livello nazionale, sta, pertanto, portando avanti tale proposta di legge, mentre, i comitati locali si stanno occupando di sollecitare gli organi preposti al fine di provvedere a dare immediata esecuzione agli esiti referendari:

– il primo quesito tecnicamente ha cancellto quella norma che obbligava gli enti locali a privatizzare i servizi pubblici (acqua, rifiuti, trasporti), ma il senso di tale richiesta è: chiediamo alle Istituzioni di ritornare alla gestione pubblica.

-il secondo quesito chiedeva di eliminare la remunerazione del capitale investito dalle bollette, ma il senso è quello di disincentivare l’ingresso dei privati, in quanto interessati al profitto

Oggi pertanto siamo riusciti a mettere un ostacolo all’impresa privata e quindi al profitto sull’acqua e dobbiamo fare in modo che tale tassello incentivi il processo di ripubblicizzazione.

Per tali ragioni il comitato locale ha inviato una serie di diffide all’ATO per:

-ridurre immediatamente le tariffe delle bollette dei genovesi (di circa il 20%), adempiendo al secondo quesito

-verificare la legittimità dell’affidamento ad Iren acqua e gas, a seguito del primo quesito

-avviare un processo di ripubblicizzaizone del servizio idrico attraverso la costituzione di un ente di diritto pubblico

Il  comitato genovese ha poi inviato un esposto alla Procura del tribunale e alla Corte dei Conti per verificare eventuali illeciti sulla vendita di dighe, impianti di filtrazione, centrali idroelettriche, che il Comune aveva fatto nel 2003.

Il comitato acqua pubblica della Liguria ha più volte incontrato la regione per proporre una legge regionale sul servizio idrico.

Si svolgono incontri provinciali, regionali, nazionali per coordinarsi sulle iniziative.

Ad oggi purtroppo abbiamo assistito a:

-la manovra finanziaria contiente un articolo che reintroduce la privatizzaizone dei servizi pubblici e un Ministro ha apertamente dichiarato la volontà di trovare un modo per superare i referendum

-a Genova la Federutility, patrocinata dal Comune, ha svolto una kermesse di grande impatto volta a mantenere il servizio in gestione privata

-le risposte dei partiti e delle istituzioni sono per mantenere lo status quo: affidamento a società di diritto privato e attendere la costituzione dell’ANVIRI per la ridefinizione delle tariffe. Essendo, il secondo quesito, immediatamente applicabile, riteniamo che attendere al costituzione dell’ANVIRI sia solo un modo per prender tempo.

Come “custodi” del referendum, continueremo fino a quando ci ascolteranno….

 

 

2 Comments for this entry

  • Mario Maestrelli ha detto:

    Che cosa intendete per Ente di diritto pubblico? Un Ente loca
    le o, magari,un’Azienda ad esso collegata?

    • silviaparodi ha detto:

      intendiamo un ente pubblico o una azienda pubblica con “controllo analogo” dove cioè la gestione sia analoga a quella che si avrebbe se gli uffici fossero pubblici, rispondendo quindi alle stesse procedure di trasparenza e controllo, normativa sugli appalti, spese, bilanci, dove non ci sia la ricerca dell’utile ma il pareggio di bilancio, ecc.

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